In visione all'Armani Teatro il plastico del primo Armani Hotel e la mostra di Wallpaper

In attesa di poterlo ammirare in dimensioni reali viene presentato questa sera, presso l'Armani Teatro, il plastico del Burj Dubai, lo spettacolare complesso architettonico che ospiterà il primo Armani Hotel nel mondo (si veda fashionmagazine.it del primo giugno 2005). Negli stessi spazi è ospitata la mostra Global Edit, mentre in una sala adiacente è esposta la collezione Armani Casa 2006/2007, con il suo prima sistema per la cucina.
L'albergo che porta il nome dello stilista sarà realizzato entro la primavera del 2008 da Emaar Properties, in forza di un accordo, firmato circa una anno fa, tra Giorgio Armani Spa ed Emaar Hotels & Resorts per lo sviluppo di una catena internazionale di "Armani Hotels and Resorts".
"Dopo Dubai - fa sapere Giorgio Armani - il programma include nuovi opening a Milano, dove il taglio del nastro dovrebbe avvenire a fine 2008, a Londra, Parigi, Shanghai e New York, per arrivare in un decennio a un totale di almeno dieci aperture, tra hotel e resort".
Lo stilista ha presentato anche le collezioni per la casa, tra cui spicca la nuova cucina Bridge, che sarà disponibile nei negozi a settembre 2006. Non ci sono ancora riferimenti certi sul fronte dei costi, ma il valore del prototipo esposto si aggira intorno ai 57mila dollari, elettrodomestici compresi.
E parlando di arredamento, Armani si è soffermato sull'idea di una seconda linea "home", fatta di piccoli oggetti venduti a prezzi più accessibili rispetto a quelli della lussuosa Armani/casa e rivolti a consumatori giovani. "Penso da tempo a questo progetto - spiega -. Anni fa, disegnando il prêt à porter, decisi di realizzare una linea jeans: un processo simile sta avvenendo per la casa, ma i tempi non sono ancora maturi e prima bisogna potenziare i prodotti già esistenti".
In occasione del Salone Internazionale del Mobile, negli spazi dell'Armani Teatro questa sera viene inaugurata anche la mostra "Global Edit", con cui la rivista Wallpaper ha deciso di festeggiare i suoi primi dieci anni. In un'avveniristica installazione firmata dall'architetto iracheno Zaha Hadid, sono esposte le creazioni dei talenti scoperti dalla rivista in dieci Paesi del mondo, dall'India al Brasile, dalla Spagna alla Corea del Sud.
m.g.
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