Inaugurazione di Pitti Immagine Uomo: la forza del made in Italy è l'unicità

Il patrimonio del made in Italy è l'unicità, frutto di una qualità che non ha eguali nel mondo: un concetto ribadito oggi da Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine, durante la conferenza inaugurale del salone. Paolo Zegna, presidente di Sistema Moda Italia, ha elencato le armi con cui il nostro tessile-abbigliamento deve difendersi da una concorrenza selvaggia.
"Rispetto a qualche mese fa - ha constatato Gaetano Marzotto - la situazione è leggermente migliorata. Il made in Italy ha dalla sua parte un background di qualità unico al mondo e possiede ottime chance anche su nuovi mercati". "Tuttavia - ha aggiunto - urgono regole di reciprocità internazionale, in modo da arginare vere piaghe come la contraffazione, che va bloccata anche con un più severo controllo alle dogane".
Resta poi in sospeso, come ha ricordato Marzotto, la questione dell'etichettatura obbligatoria, altro punto nodale per rendere più consapevole il consumatore della differenza fra un capo e l'altro.
La parola è passata a Paolo Zegna, presidente di Sistema Moda Italia, che riallacciandosi al discorso del presidente di Pitti Immagine ha affermato: "Come Smi abbiamo sempre creduto in un sistema libero di mercato e continuiamo a crederci". "Tuttavia - ha sottolineato - viste le nuove regole sulle quali si impernia il commercio internazionale, dobbiamo renderci conto che la nostra creatività, per quanto importantissima, va tutelata anche con un intervento tempestivo del Governo".
Secondo Zegna, i passi fondamentali per difendersi e per competere sono l'obbligatorietà della marcatura di origine, le clausole di salvaguardia per permettere di arginare l'import qualora superasse i livelli consentiti e - come già ha ribadito Marzotto - la lotta senza quartiere alle copie, respingendo al mittente eventuali merci illegali che tentano di farsi strada nel nostro Paese. "Mi associo al presidente di Pitti Immagine - ha affermato - nel constatare che, se da un lato l'Europa rappresenta un continente 'aperto', dall'altro questo non deve significare l'assenza di vincoli e di protezione". Zegna ha inoltre insistito sull'importanza dell'immagine del made in Italy, come carta di identità dell'eccellenza e della qualità.
Il terzo intervento è stato quello di Adolfo Urso, vice-ministro alle Attività Produttive. "Il 2002 e il 2003 sono stati anni terribili - ha dichiarato - non solo per il tessile-abbigliamento ma per l'economia in generale". Ma con il 2004 si è aperto uno spiraglio, "anche se la situazione è diversificata a seconda delle aree: a fronte di mercati 'tradizionali' come la Germania, che tuttora soffrono, altri Paesi come Spagna e Grecia crescono".
Il 2005, quindi, parte con una leggera boccata di ossigeno, anche se non si può abbassare la guardia. "Stiamo attuando un monitoraggio preventivo su tutte le richieste di licenze provenienti dalla Cina, in base ai singoli prodotti - ha informato il vice-ministro -. Ciò ci permette di avere una 'fotografia' della situazione e di potere, di conseguenza, contrastare le illegalità".
Come ha assicurato Urso, da febbraio il monitoraggio sarà esteso anche al settore calzature. A proposito del tema caldo dell'etichettatura, "è una battaglia difficile, perché l'opposizione di alcune nazioni, come Germania e Gran Bretagna, è fortissima". Tuttavia, già dalla primavera 2005 (almeno secondo quanto ha detto Urso) il quadro potrebbe evolversi, "benché siamo consapevoli che lo sforzo è titanico".
Urso si è successivamente soffermato sulla voce "dazi", "perché è innegabile che i dazi applicati nell'Unione Europea sono molto più bassi di quelli in vigore in Paesi come Cina e India, ma anche Stati Uniti". Un disegno di legge proposto nel 2001 ha come obiettivo la riduzione delle tariffe, "ma la fine del processo di riforme si colloca non prima della primavera 2006".
Il vice-ministro ha infine accennato al testo base per il decreto-legge sulla competitività, stilato dal ministro Marzano. La strada da percorrere è lunga e irta di polemiche fuori e dentro il Governo (si veda l'articolo su "Repubblica" di oggi, con l' 'ultimatum' di Montezemolo a Berlusconi) e, infatti, il testo base potrebbe essere rivisto e integrato con altri cinque punti: il sostegno alle pmi, le agevolazioni per la rilocalizzazione, l'innovazione e la ricerca, le infrastrutture e, non ultimo, il turismo.
a.b.
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