Incotex: donna strategica, acquisizioni nevralgiche

Una donna che deve crescere perché da oggi ha le carte in regola per ampliare i propri orizzonti: alla Incotex si lavora su questo progetto in seguito alla nascita, agli inizi del 2002, di una struttura dedicata che fa capo al direttore commerciale Massimo Gambaro. Ma è al vaglio anche l’ipotesi di acquisire nuove aziende per integrare alla gamma di pantaloni nuove realtà monoprodotto complementari. Una strategia partita all’inizio dell’anno in corso con l’acquisizione di Montedoro, marchio di impermeabili e capispalla sportswear. “Attualmente la linea femminile è il 20% sul totale della collezione (pantaloni e una piccola quantità di gonne) - spiega Gambaro - ma puntiamo a comporre un’offerta più articolata sempre nella fedeltà al concetto di specializzazione che ci contraddistingue”. L’obiettivo è dialogare con pubblici diversi alla luce di un concetto di trasversalità (dall’avanguardia ai nuovi classici) rimanendo ben saldi su un segmento alto. Per intenderci i negozi di riferimento sono del calibro di Papete a Riccione, Giò Moretti e Pupi Solari a Milano. E se al momento l’Italia copre i 2/3 delle vendite della donna, l’intento è di crescere sensibilmente all’estero. In Giappone e negli Stati Uniti, per la precisione, dove l’azienda indirizza collezioni dalla personalità distinta a livello di immagine e di vestibilità. “Vogliamo offrire momenti di vendita diversi su mercati che hanno esigenze di consegne anticipate rispetto all’Italia: una precollezione a dicembre (per l’invernale) e l’uscita principale a fine gennaio, inizi di febbraio”, chiarisce Gambaro. Oggi la donna di Incotex fattura 6 milioni di euro su un totale di 36 milioni di euro generati anche da licenze per brand del calibro di Zegna e Burberry. E intanto si lavora all’integrazione del mondo Montedoro nella sfera aziendale. Nata nel 1956 a Castellanza (Varese) con una linea di impermeabili, Montedoro è stata rilevata da Incotex agli inizi di questo anno e oggi affianca l’universo pantaloni con un’offerta di capispalla di gusto informale-metropolitano. Un discorso partito con l’uomo e destinato a coinvolgere anche la donna. E presto, come lascia intendere Roberto Compagno, presidente e amministratore delegato dell’azienda di Mira, Venezia: “potrebbe aggiungersi un altro marchio specialistico in seguito a nuove acquisizioni. Un prodotto comunque declinabile sia al maschile che al femminile”. Maglieria, camiceria, pelletteria? Su questo Compagno non si sbottona. Ma la sensazione è che lo farà presto.
c.me.
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