Industria dei filati: migliora il quadro generale, ma le indicazioni decisive arriveranno nel 2005

I primi mesi del 2004 offrono spunti di ripresa per il settore dei filati ed è lecito ipotizzare un recupero dell’attività produttiva, oltre a un atteggiamento meno prudenziale da parte dei buyer. Lo evidenzia una ricerca pubblicata dall’Area Centro Studi di Sistema Moda Italia (Smi) in occasione di Pitti Immagine Filati, che prende il via domani a Firenze.
“Se anche nella seconda parte dell’anno il recupero della domanda dovesse consolidarsi, i benefici sarebbero comunque limitati - rilevano i ricercatori di Smi -. Andrebbero infatti a impattare solamente sulle produzioni della stagione estiva, strutturalmente meno rilevanti”. Bisogna quindi aspettare il 2005, per vedere se l’attività produttiva manifesterà tassi di sviluppo non marginali, dopo cinque stagioni negative. Alcuni input positivi sono attesi a Pitti Immagine Filati, rassegna dalla quale emergeranno le prime indicazioni sulla stagione autunno-inverno 2005-2006.
Le statistiche relative alle esportazioni nel periodo gennaio-marzo 2004 evidenziano un calo complessivo dell’export di filati del 7,2%. Nell’ambito di questa performance, è stato registrato un +9,3% a 36,2 milioni di euro per i filati di lana cardati e un +5,9% a 27,5 milioni per quelli in fibre acriliche. In flessione, invece, la lana pettinata e i filati in fibre sintetiche e lana (rispettivamente –14,9% a 73,5 milioni di euro e –23,9% a 23,9 milioni). In aumento complessivamente del 6,6% le importazioni, che tuttavia continuano a non risultare rilevanti per la filatura italiana (rappresentano solo il 13% della domanda interna). L’attivo commerciale del comparto – pari a 82,6 milioni di euro - si è così ridotto di 20 milioni, rispetto all’analogo periodo del 2003.
Il consuntivo 2003 di Smi mostra invece che il valore della produzione della filatura laniera è sceso a 2,8 miliardi di euro (-10,3% dal –14,7% del 2002 sul 2003). Da un confronto con i primi anni ’90, risulta inoltre che la produttività nazionale misurata in unità fisiche ha subito una contrazione di 30 punti percentuali (-20% la discesa misurata in valore a prezzi correnti). Le esportazioni hanno totalizzato 826 milioni di euro (-8,2%), mentre le importazioni si sono attestate a 294 milioni (-6,2%): entrambe le performance risultano quasi in linea con il 2002. Il saldo del commercio estero annuale passa quindi dai 586 milioni del 2002 a 530 milioni. “I risultati negativi dipendono soprattutto dal trend deludente della domanda interna, che assorbe i tre quarti della produzione”, commentano gli analisti.
e.f.
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