Industria italiana della filatura: inversione di tendenza nel primo trimestre

Dopo la discesa pesante del 2008 e 2009, le imprese italiane dei filati recuperano nei primi tre mesi dell'anno. In base a un report elaborato da Smi, lo confermano l'indice Istat della produzione industriale (+8,6% tendenziale) e i dati relativi al commercio estero, dove spiccano il +15% dei fili cardati in lana e il +14% di quelli in cotone.
In recupero anche i prodotti in lana pettinata (+8,7%) mentre si rivelano stabili i filati misti chimico-lana (+0,7%). I ricercatori di Smi spiegano l'inversione di tendenza con la necessità dei mercati di sbocco di ricostituire le scorte. I livelli, tuttavia, si mantengono inferiori a quelli del 2008, con l'eccezione del filato cardato. Fa sperare in una ripresa della domanda interna anche l'incremento nelle importazioni, soprattutto di fili in cotone (+34%) e pettinati (+15,5%), ma le molte incertezze e i nodi irrisolti che stanno ancora caratterizzando il contesto economico, “non consentono di sbilanciarsi sulla tenuta e sulla solidità del trend trimestrale”.
Nel 2009 il fatturato della filatura nazionale è diminuito del 16% a 2,46 miliardi di euro (dopo il -10,5% del 2008). Sulla performance negativa pesano il -21,8% della produzione cotoniera e il -18,6% di quella liniera, mentre il comparto laniero, che rappresenta l'80,9% del giro d'affari totale del settore, ha accusato un -14,6%.
Quanto alle esportazioni, lo scorso anno sono diminuite del 20,4% (contrazione “senza precedenti”, secondo Smi) a 697 milioni di euro, pari al 28% dei ricavi totali, dopo un 2008 terminato con un -17,4%. Con importazioni ridotte del 25,6% a 605 milioni (-11% nel 2008), l'effetto è un saldo commerciale positivo pari a 92 milioni di euro, in lieve aumento dai 62 milioni del 2008.
e.f.
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