Industria pellettiera italiana: ancora presto per invertire il trend

Le incertezze sul fronte politico-economico a livello internazionale colpiscono anche i consumi nella pelletteria, costretta - come tutto il comparto moda - a posticipare la tanto auspicata inversione di tendenza a tempi migliori. Lo rivela una ricerca a cura dell’Associazione Italiana Manifatturieri Pelli e Succedanei (Aimpes) su dati Istat-Sita Nielsen, che segnala, fra l'altro, una sostanziale stabilità dei consumi interni.
Il mercato nazionale, infatti, ha visto un andamento dei volumi di vendita in rialzo dello 0,6% per la pelletteria (inclusi gli ombrelli), con un +4,7% in termini di valore, condizionato dal costante aumento dei prezzi. Un’indagine condotta da Nielsen, che tiene conto di un campione di negozi italiani specializzati nel comparto, ha rivelato una flessione del 2,3% nel periodo primavera-estate 2002, con una situazione particolarmente negativa nel Nord-ovest, a fronte di risultati soddisfacenti al Sud. I prezzi si sono mantenuti al di sopra del tasso ufficiale di sconto, con aumenti rilevanti (circa il 4%) per le borse di fascia fine e le cinture. La tendenza emersa nel dettaglio specializzato è stata inoltre quella di evitare di accumulare giacenze, per far fronte ai sempre più veloci cambiamenti delle mode.
Sul fronte export, la pubblicazione di Aimpes evidenzia un –10% in termini di valore per i primi 11 mesi del 2002, attestandosi sui 1.693 milioni di euro. A livello merceologico il declino delle esportazioni ha colpito soprattutto i prodotti in pelle, che hanno segnato un –11,6%, mentre quelli in succedaneo hanno segnato un –6%. In controtendenza soltanto le cinture in pelle (+10%) e i contenitori per strumenti musicali in succedaneo (+19,5%).
La domanda estera in valore scende soprattutto con riferimento alla Corea del Sud (–46,6%), che rappresenta una quota di mercato inferiore al 3%. Quanto ai principali buyer, le flessioni più consistenti sono realizzate da Stati Uniti (–16,4%), maggiore acquirente con una quota del 14,8% e Svizzera (–16,4%), terzo Paese compratore con una quota del 13,5%. In netta controtendenza Spagna (+11,5%) e Russia (+10,2%), che complessivamente coprono una quota di circa il 5,5% del totale.
Quanto alle importazioni, il periodo gennaio-novembre 2002 ha registrato un rialzo del 6,8% in termini di valore, fino a raggiungere quota 773 milioni di euro. In particolare, i prodotti in pelle hanno segnato un +25,7% nel periodo gennaio-novembre 2002, mentre per quelli in succedano sono saliti dello 0,4%. La domanda interna è cresciuta soprattutto per le cinture (+46%) e per la piccola pelletteria (+40,3%) in pelle. Distinguendo per aree geografiche, le importazioni in termini di valore hanno interessato soprattutto la Romania (+40,5%), terzo maggior fornitore dell’Italia in fatto di pelletteria, con una quota del 5,6%. In calo soprattutto il flusso commerciale dalla Spagna (-24,9% e una quota dello 0,5% circa).
e.f.
stats