Industria serica: tiene il fatturato, ma diminuiscono i volumi di vendita

Terzo trimestre di sostanziale tenuta per la seta italiana, almeno sul fronte dei ricavi. Nonostante il calo in termini quantitativi, il giro d’affari delle aziende del settore serico si mantiene sui livelli di un anno fa e, tra luglio e settembre, guadagna lo 0,9%.
Secondo i dati diffusi dalla Federazione Smi-Ati e dalla sezione serica dell’Unione Industriali di Como, i volumi venduti nel terzo trimestre si sono contratti del 4,7%, ma nei valori gli scambi hanno recuperato la performance negativa della prima parte dell’anno. Nei primi nove mesi del 2005 la flessione cumulata, sul fronte della quantità, è stata del 6%.
Questa divergenza tra valori e volumi si spiega con il fatto che l’industria della seta italiana si sta spostando verso lavorazioni sempre più ricche, caratterizzate da un ricorso maggiore alle fibre naturali, a discapito di quelle chimiche continue, che sono quantitativamente più rilevanti.
Per quanto riguarda il terzo trimestre, il lieve recupero ha interessato sia il mercato interno (+1%) sia quello estero (+0,9%). Il tessuto per l’abbigliamento femminile ha perso qualche punto in percentuale (-0,7%), ma grazie ai buoni risultati dei precedenti trimestri, chiude positivamente i primi nove mesi dell’anno (+0,6%).
Al contrario, il recupero messo a segno tra luglio e settembre dal settore cravatteria (+4,2% nei ricavi) non è stato sufficiente per compensare le perdite del primo semestre. Il bilancio dei primi nove mesi dell’anno registra perciò un calo del 2,2%.
Analoga situazione per l’accessorio tessile femminile, che nel terzo trimestre dell’anno ha visto una sostanziale tenuta delle vendite (-0,6%), anche se il bilancio del periodo gennaio-settembre rimane con il segno meno (-2,2%).
g.m.
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