Iniziativa Antia e Cotonificio Albini: una riflessione sulla qualità e sui nuovi criteri produttivi

Una visita-studio e un convegno: in queste due parti si è diviso l'incontro organizzato il 30 maggio da Antia, Associazione Nazionale Tecnici Industria Abbigliamento, e dal Cotonificio Albini di Albino (Bergamo). Presso la sede di questa azienda, che occupa 1.450 dipendenti e fattura circa 170 milioni di euro, si è parlato di innovazione, qualità e servizio.
L'incontro, inserito in un più ampio programma di iniziative a cura di Antia, ha coinvolto da un lato un attento uditorio di tecnici che aderiscono a questa associazione e, dall'altro, i titolari della società tessile bergamasca: Silvio e Andrea Albini hanno fatto il punto su un'impresa di storica e blasonata tradizione (è nata nel 1876) che, di fronte alle nuove sfide della globalizzazione, ha preferito la coerenza a una strategia di delocalizzazione selvaggia.
Attualmente, infatti, il Cotonificio Albini può contare su sei stabilimenti in Italia e due nella Repubblica Ceca, che consentono ai vertici di controllare attentamente il ciclo produttivo in ogni sua fase, in nome di una qualità "senza se e senza ma".
Fondamentali, poi, gli investimenti in innovazione, nell'ordine del 10% del turnover, in comunicazione (soprattutto tra azienda e cliente/confezionista) e in rispetto ambientale, con impianti di co-generazione in grado di ridurre l'anidride carbonica immessa nell'aria.
La giornata è proseguita con una tavola rotonda alla Tenuta Colle Plajo, moderata da Enrico Schulthess della Schultess: in primo piano gli interventi di Paolo Xoccato (Camiceria Xacus), Antonella Ricevuti (Borrelli), Nicoletta Bonomo (Coin Group) e Andrea Cartasso (Zegna Group). Al centro delle testimonianze, ancora una volta il concetto di qualità: un valore che deve trasformarsi da "intrinseco" a "estrinseco", ossia percepito con chiarezza dal consumatore finale. Un obiettivo da raggiungere attraverso una politica sinergica tra i vari anelli della filiera, un'adeguata formazione del personale di vendita e un filo diretto con le scuole e relativi docenti, in modo che trasmettano agli allievi un sapere dai risvolti pratici, evitando di rifugiarsi nella teoria.
a.b.
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