Interpool: in vista i negozi Museum in Cina e l’acquisizione di brand statunitensi

Tempo di crescere per Interpool, azienda veneta cui fa capo il marchio di capispalla sportswear Museum. Si scommette sulle acquisizioni di nuovi marchi e sull’apertura di negozi in Cina.
Come spiega a fashionmagazine.it l’a.d. Franco Natalucci, “puntiamo ad acquisire marchi e aziende di origine nordamericana che identifichino un prodotto complementare rispetto ai nostri capispalla. Parallelamente, stiamo lavorando alla creazione di una rete distributiva in Cina (e secondariamente in India), in joint venture con strutture finanziarie terze. L’obiettivo è aprire negozi Museum sul territorio”. Un progetto che si intende concretizzare nell’arco di uno/due esercizi.
Contemporaneamente Interpool mira a potenziare la presenza del brand Museum in Italia, dove è distribuito presso realtà del livello di Duca d’Aosta in Veneto, Amedeo D a Milano, Lord e Donati a Bologna e Reffa a Pescara. Per l’estero, che a oggi rappresenta il 10% del giro di affari, si guarda in Europa soprattutto alla Germania e ai Paesi di lingua tedesca. La grande scommessa, ora, è la donna, dove si intravedono le maggiori opportunità di sviluppo.
Al momento il fatturato di Interpool si aggira sui 16 milioni di euro circa (dati 2009), in linea con i risultati del 2008, ma la previsione è di crescere del 10% nel 2010. Numeri che, sottolinea Natalucci, “insieme a un indebitamento bancario pari a zero con cassa attiva e a un ebitda del 23%” rimandano a una realtà solida. Acquisita nel 2003 dalla Acon dei fratelli Giuliano e Federico Ambrosini, che l’hanno rilevata dal Gruppo Stefanel, Interpool è oggi detenuta al 70% da Giuliano Ambrosini tramite una finanziaria, mentre il restante 30% è rimasto nell’ambito di Acon.
c.me.
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