Italian Luxury Industries: progetti di monomarca

Italian Luxury Industries sta progettando una serie di monomarca. La società, attiva nei settori gioielleria (con i marchi Barakà e Koèsia) e vetri artistici (con Venini), prevede di chiudere il 2002 con un fatturato consolidato di 40 milioni di euro. Fondata nel 1999 a Vicenza da Gabriella e Giancarlo Chimento - dopo 25 anni di attività all’interno dell'industria orafa Chimento -, la Italian Luxury Industries punta a rispecchiare all’interno dei negozi di prossima apertura un lusso a 360 gradi. “Stiamo valutando le più ricche città italiane, quindi in particolare la provincia, per insediarci con le nostre boutique - dice Giancarlo Chimento -. Non abbiamo ancora una previsione numerica sugli opening, che tuttavia dovrebbero concretizzarsi entro il prossimo anno”. “Ci piacerebbe esporre in questi negozi tutta la nostra produzione – prosegue Chimento – senza separare i gioielli dai vetri artistici”. Attualmente la distribuzione delle linee di gioielleria Koèsia e Barakà (quest’ultima sinonimo anche di piccola pelletteria) tocca 800 punti vendita nel mondo, di cui 450 in Italia, mentre per quanto riguarda Venini (azienda acquisita nel 2001) si sale a 1.000 insegne di cui circa 500 nel nostro Paese. Un brand, quest’ultimo, che ha già al proprio attivo tre monomarca: uno a Milano in Via Montenapoleone, uno a Murano e uno a Venezia in Piazza San Marco. Una novità riguarda una collaborazione avviata dal gruppo - nella cui compagine societaria rientra dallo scorso dicembre la 2Ginvestimenti di Giuliano Tabacchi - proprio a proposito di Venini: infatti ai giovani del “laboratorio creativo” Fabrica di Benetton è stato affidato il design di una mini-collezione di gioielli in grado di completare l’offerta di vetri d’arte. Ottimistiche le previsioni sul giro d’affari consolidato dell’azienda, realizzato per il 60% in Italia e per il 40% all’estero, un fronte che Italian Luxury Industries sta presidiando con filiali nei mercati più significativi: nella fattispecie gli Stati Uniti (New York) e il Giappone (Tokyo). “Abbiamo chiuso il 2001 a quota 15 milioni di euro – spiega Giancarlo Chimento – ma puntiamo ad arrivare a 40 milioni per il 2002”.
a.b.
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