Ittierre in pista con Acht, progetto denim all’insegna della ricerca e della sartorialità

Parte con la primavera-estate 2011 il progetto denim di Ittierre firmato Acht. Una label che mira a fondere ricerca e innovazione tecnologica con il concetto di sartorialità. Un’offerta di jeans tutta made in Italy, sintesi dell’esperienza dell’azienda molisana nell’universo delle tele indigo (nella foto, Massimo Suppancig, direttore generale di Ittierre e di Malo).
“Acht rappresenta un punto di vista autenticamente molisano sul denim che ho tenuto a valorizzare - racconta a fashionmagazine.it Massimo Suppancig - vista la lunghissima esperienza di Ittierre in tale ambito. Un patrimonio che ho voluto convogliare finalmente in un marchio di proprietà come Acht”.
Declinata in sei vestibilità per la donna e sei per l’uomo, la nuova linea si compone quasi esclusivamente di pantaloni, con il complemento di camicie e T-shirt, e si caratterizza per l’immagine essenziale, enfatizzata dall’assenza del logo sui jeans, sostituito da un piccolo monolite identificativo sul patch posteriore. Significativa la volontà di fondere modernità e sartorialità, avvalendosi di quanto di meglio esiste in fatto di lavaggi e tessuti. “Non a caso – puntualizza Suppancig - abbiamo inserito una parte di collezione confezionata con materiali e tinture naturali ottenute dai pigmenti della frutta (cacao, liquirizia, pera), in cui non manca un jeans realizzato con un tessuto ricavato dall’ortica”. A proposito di innovazione, spicca il modello Double-Fit, pantalone con un accorgimento brevettato che consente di “shiftare” dalla vita alta alla vita bassa.
Con un range di prezzi che vanno di media dai 45 agli 80 euro sell in, il “gioiellino” di Suppancig mira a posizionarsi presso i canali specializzati nel denimwear di alto livello. E soprattutto aspira a crescere in maniera sostanziosa. “Acht non vuole essere un brand di nicchia ma un vero e proprio business - conferma il manager -. L’obiettivo è arrivare a un fatturato di 100/150 milioni di euro nel giro dei prossimi dieci anni, arricchendo gradualmente il range con nuove merceologie”.
c.me.
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