Jil Sander: con Damiani il debutto nella gioielleria

La sfilata di Jil Sander, in passerella questa mattina, ha segnato un debutto: i primi gioielli mai proposti dalla griffe, realizzati in collaborazione con Damiani, che approderanno sul mercato dalla primavera 2009. Intanto si attendono gli sviluppi della recente operazione di acquisizione della maison da parte del gruppo giapponese Onward Holdings e della sua sussidiaria europea (con base in Italia) Gibò.
“Tenere la rotta". È questo il primo imperativo dei nuovi proprietari. Secondo Franco Pené, ceo e chairman dell’italiana Gibò, che comprerà Jil Sander con la casa madre giapponese Onward Holdings, non sono in vista cambiamenti nel management o nella direzione creativa affidata a Raf Simons. "Riteniamo Raf Simons e il management uno degli asset più grandi della maison”, dice Pené. Così anche sotto la proprietà di Gibò e Onward, Jil Sander dovrebbe proseguire lungo la strada scelta in precedenza.
"Non siamo invasori - dice Pené sorridendo -. Siamo molto contenti di comprare un'azienda che lavora indipendentemente e che ha una sua logica”. E rivela di avere già da un anno e mezzo l’idea di questa liaison e che il matrimonio delle aziende - per il quale è stato appena firmato il contratto di ‘fidanzamento’ - dovrebbe durare a lungo. "Non abbiamo stretto l’accordo con una logica da investitore finanziario, ossia a breve o medio termine, ma come realtà industriale e cioè a lungo termine. Siamo convinti che Jil Sander si affiancherà bene a noi, dandoci la possibilità di creare sinergie efficaci”. Al management assicura indipendenza e sostegno. "L’obiettivo è fare sì che Jil Sander abbia vicino un insider del mondo fashion”. Anche il cfo della griffe, Armin Müller, si è dichiarato molto contento del deal.
s.f. e m.g.
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