Jones Apparel: la riduzione dei costi sostiene l’utile, scende però il fatturato

Continua il trend al ribasso per il turnover dell’americana Jones Apparel: anche nel terzo trimestre dell’anno i ricavi hanno messo a segno un calo (-11,3%), attestandosi a 855,7 milioni di dollari. Andamento opposto per l’utile netto, progredito dell’11,4% a 30,4 milioni, grazie al controllo dei costi di gestione e dell’inventario.
Decisivi, per i risultati conseguiti dalla società cui fanno capo brand come Jones New York, Nine West e Anne Klein, gli sforzi messi a segno per aumentare l’efficienza e contenere le spese SG&A (selling, general and administrative), diminuite del 10,3% a 243,5 milioni di dollari.
In crescita, nel comparto wholesale, il fatturato del jeanswear (+0,7%), mentre sono arretrate le divisioni “footwear & accessories” (-18,5%) e “better apparel” (-18,1%). Il turnover del canale retail ha ceduto il 3,6%. Il player statunitense chiuderà, entro il 2010, 265 store ritenuti non profittevoli: finora sono state abbassate le saracinesche di 69 punti vendita e si stimano risparmi sui costi per circa 4 milioni di dollari nel 2009, 16 milioni nel 2010 e 22 milioni nel 2011.
Riguardo alle prospettive future, “penso che un punto di svolta forse ci sarà nel secondo quarter del 2010”, ha rivelato alla stampa americana Wesley R. Card, presidente e ceo del gruppo.
d.p.
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