L Capital nell'azionariato di Dondup

La notizia che il fondo L Capital avesse messo gli occhi su Dondup (nella foto, un modello della collezione maschile per la prossima primavera-estate) era nell'aria già un anno fa. Oggi l'ufficializzazione del "matrimonio", in conferenza stampa a Milano, nella showroom della griffe del jeanswear di alta gamma in capo alla società Arcadia di Fossombrone (Pu).
Più in dettaglio, il fondo sponsorizzato dal gruppo francese Lvmh ha rilevato una quota del 40%, mentre il resto del capitale resta in mano ai precedenti azionisti, vale a dire il fondatore e attuale a.d. Massimo Berloni, la moglie nonché designer del brand, Manuela Mariotti, e altri quattro soci che detengono una partecipazione di minoranza. Nell'operazione, l'azienda è stata valutata circa sette volte l'ebitda, cioè tra i 140 e i 150 milioni di euro.
“Ci siamo conosciuti circa due anni fa - ha spiegato Berloni -. Poi, dopo una serie di 'approfondimenti', siamo arrivati a un matrimonio che di fatto celebra una sfida”. Sfida che passa innanzitutto per l'espansione in mercati chiave al di fuori dell'Italia, come ha spiegato Daniel Piette, presidente worldwide di L Capital e membro del comitato esecutivo Lvmh, in conference call: a oggi, infatti, la label realizza all'interno l'80% del proprio giro d'affari totale, che ha superato i 60 milioni nel fiscal year concluso in aprile (dai 51 milioni del bilancio precedente e dai 30 del 2005) e che nelle stime del management dovrebbe incrementarsi ulteriormente per la fine dell'esercizio in corso. Tra le aree di punta Berloni ha indicato mercati culturalmente vicini come Germania, Francia e Inghilterra, prediligendo la formula del multimarca, sebbene non abbia escluso del tutto l'inaugurazione di un flagship, per affermare l'identità del brand. Altra area d'intervento sarà quella degli accessori, ma l'ingresso del nuovo partner prevede un coinvolgimento a tutto tondo, che tocca anche la comunicazione, sebbene L Capital non abbia incarichi operativi nella società. “Ragioniamo sulle strategie e prendiamo decisioni insieme, per tramutare l'azienda in qualcosa che valga di più”, ha specificato Andrea Ottaviano, a.d. Italia del fondo. “A livello di tempi - ha aggiunto - ci siamo prefissati un percorso di quattro-cinque anni, ma non è stata fissata una data precisa. Il motore dell'operazione, avvenuta con ricorso contenuto all'indebitamento (circa una volta l'ebitda, ndr), è la volontà di crescita”.
Dondup non è la prima operazione nella moda italiana di L Capital: attualmente controlla il 70% del marchio Piazza Sempione e in passato ha investito in Antichi Pellettieri (risale al 2006 la decisione di uscire dalla controllata del Mariella Burani Fashion Group, avvenuta progressivamente, con l'ultima tranche ceduta nel 2008). L'Italia rappresenta circa il 50% degli investimenti, che spaziano tra gli altri nell'arredamento e nel retail (come Stroili Oro). Lvmh è presente al 45% in L Capital 1 e al 25% in L Capital 2 (gli altri investitori sono per lo più istituzionali come fondi di fondi, fondi pensione o fondi di emanazione assicurativa) e sta procedendo con la raccolta per un terzo fondo da 340 milioni di euro. Non è detto dunque che la campagna acquisti di “perle” nazionali si fermi qui.
e.f.
stats