L’Anci si appella a Mandelson dal Financial Times Europe

Misure antidumping per non deindustrializzare l’Europa. Le richiede a gran voce l’Anci (l’Associazione nazionale dei calzaturifici italiani) che, per arrivare a Peter Mandelson (commissario Ue al Commercio), domani pubblicherà un appello sull’autorevole Financial Times Europe.
I calzaturieri italiani ed europei, come spiega una nota di Anci, stanno attendendo l’adozione di dazi antidumping (le irregolarità sospette sono di tipo sociale, ambientale e valutario), dall’avvio delle indagini sulle scarpe in pelle prodotte in Cina e Vietnam e sulle calzature di sicurezza provenienti dalla Repubblica Popolare e dall’India.
Il perché del ricorso all’appello stampa lo spiega Rossano Soldini, il presidente dell’associazione italiana: "Si è ormai radicata in noi la convinzione che, intorno alle nostre proposte sul ‘Made in’ obbligatorio per i prodotti extra-Ue e sulle procedure antidumping, i continui rinvii, le ipocrite latitanze e i formalismi burocratici tolgano ormai il ‘velo’ a un’Europa che ha sposato i grandi interessi degli importatori e dei distributori". "Un’Europa – ha aggiunto Soldini - che ormai convive infastidita con le attività manifatturiere tradizionali, e che dà per scontato e, per certi versi, sollecita, un loro progressivo trasferimento in altre parti del mondo". "È del tutto ovvio - ha concluso - che questa è una prospettiva inaccettabile per gli imprenditori, i Sindacati e per il Governo e il Parlamento, ai quali non può e non deve sfuggire che il Prodotto interno lordo, il gettito fiscale e i livelli di occupazione non possono che essere garantiti da una forte e rinnovata presenza manifatturiera sul territorio itliano e del Vecchio Continente".
Come rivela l’appello, che domani si leggerà sul quotidiano a diffusione europea, la situazione peggiora di giorno in giorno e Anci non può più attendere.
e.f.
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