La Cina nel 2012 in un rapporto elaborato dal Cesif

Continuerà a crescere a un tasso intorno all'8%, la Cina analizzata dal Centro Studi per l'Impresa della Fondazione Italia Cina (Cesif). Un report presentato in Assolombarda, a Milano, prefigura per il 2012 un aumento di nuovo a doppia cifra delle vendite al dettaglio (dopo il +15% del 2011), oltre a varie opportunità da sfruttare in questo business. E Global Blue è ottimista a proposito dei turisti cinesi in Italia.
Secondo lo specialista dei servizi tax free shopping, che ha collaborato a una parte del report, la spesa dei turisti dalla Repubblica Popolare nel lungo periodo continuerà a dare un contributo di rilievo nel nostro Paese (come pure nel resto d'Europa), dopo che nel 2011 è risultata seconda (+72% la performance annuale) dopo quella dei visitatori russi (+30%). La Greater China si colloca ai primi posti anche in termini di propensione alla spesa: 975 euro lo scontrino medio di Hong Kong, 824 quello della Cina e 769 quello di Taiwan, contro una media di 717 euro. Da segnalare che se Milano resta la meta preferita, la numero due non è Roma (la terza in elenco) bensì Firenze, per via della vicinanza a vari outlet. Da un sondaggio di Global Blue emerge inoltre che il 68% dei turisti dell'ex Celeste impero intervistati spende tra il 21% e il 50% del proprio budget di viaggio in shopping mentre l'88% del campione spende meno del 20% in hotel e pranzi.
Il rapporto di Cesif elenca inoltre tra le opportunità di business in loco il retail, destinato a registrare tassi di incremento del 15-20% l'anno, nelle stime per i prossimi 5 anni, grazie all'urbanizzazione, all'aumento del reddito disponibile nonché agli sforzi del governo per incentivare i consumi privati interni. Il valore di mercato di questo comparto dovrebbe passare dai quasi 2400 miliardi di dollari del 2010 a quota 4600 nel 2014. Nel quinquennio ci si aspetta che le grandi catene internazionali (dove spicca l'assenza di realtà italiane) si espandano al di là delle città di prima e seconda fascia, per raggiungere quelle di terzo e quarto livello. Sul fronte department store si aprono nuove opportunità per abbigliamento, cosmetica, gioielleria, cura della persona e orologi, in parallelo con l'evoluzione di alcuni grandi magazzini che stanno optando per una maggiore specializzazione e scelgono l'orientamento al consumatore anziché muoversi in base alla concorrenza. In forte ascesa anche canali alternativi come gli hotel, i luoghi di intrattenimento e il web, che nel complesso si stima attrarranno il 25% delle vendite retail totali entro i prossimi 10 anni.
Quanto al lusso, si assiste a una veloce espansione verso le città di seconda e terza fascia, dove i costi delle location sono inferiori a quelli delle città top, ma soprattutto dove la classe medio-alta cresce in modo più significativo (da segnalare il ritorno di alcuni migranti verso le zone d'origine, per costruire nuove imprese). Entro il 2015, non va dimenticato, la Cina si candida a superare gli Usa come primo mercato dei luxury good, con un fatturato stimato di 14,5 miliardi di dollari (10,8 miliardi nel 2010).
e.f.
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