La Cina pronta a introdurre nuovi incentivi all'export di tessile-abbigliamento?

Ritirata, in ambito Wto, la nuova bozza di accordo sulle tariffe industriali (Nama) - che prevedeva condizioni più favorevoli per i Paesi emergenti e definita inaccettabile da Euratex - nuove nubi si profilano all'orizzonte dell'industria del tessile-abbigliamento europea. Si intensificano, infatti, le voci che vedono la Cina prossima ad altri incentivi alle esportazioni di prodotti cinesi, mentre l'industria locale sembra via via perdere quote di mercato.
Come emerso da Il Sole 24 Ore nel fine settimana, si tratterebbe, nello specifico, di un aumento dei rimborsi relativi all'imposta sul valore aggiunto corrisposta dagli esportatori per la merce in uscita dal Grande Paese. Il provvedimento (si parla dell'innalzamento dall'11 al 15% dello “sconto” sull'Iva all'export di capi di abbigliamento e dall'11 al 13% sull'imposta relativa alle esportazioni di tessuti) potrebbe entrare in vigore già da luglio.
”La Cina deve capire che l'entrata nel Wto significa accettare le regole internazionali senza eccezioni, non a seconda della congiuntura interna o delle situazioni sfavorevoli di mercato di un dato momento - ha commentato al quotidiano economico-finanziario Mario Boselli, a capo della Camera Nazionale della Moda Italiana -. Se le autorità cinesi dovessero veramente decidere di reintrodurre gli incentivi alle esportazioni, la reazione dell'Ue dovrebbe essere immediata, con la richiesta di dazi compensativi”.
Ha parlato di richiesta tempestiva di misure di salvaguardia, nel caso l'ipotesi si concretizzasse, anche Michele Tronconi, presidente di Euratex, la maggiore associazione europea delle imprese del tessile-abbigliamento e, fino al prossimo autunno, al vertice anche dell'omologa italiana Smi. “Se Usa e Ue iniziano a importare e consumare di meno, dipende anche dal fatto la Cina sta producendo troppo, soprattutto in alcuni settori”, ha spiegato, parlando di errori nell'impiego ottimale delle risorse cinesi, oltre che di azione in contrasto con le norme Wto.
Alla recente assemblea di Smi (vedi fashionmagazine.it del 5 giugno) lo stesso Tronconi ha ricordato un dato appreso due mesi fa circa a Pechino dalle autorità del settore: i due terzi delle imprese locali specializzate nel tessile-abbigliamento hanno chiuso l'esercizio 2007 in perdita o in pareggio. Tale risultato è destinato, a suo avviso, ad avviare un processo di contenimento della capacità produttiva e, allo stesso tempo, di ri-orientamento delle vendite verso il mercato interno.
e.f.
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