La Cina, secondo mercato mondiale del lusso nonostante la crisi

La Cina ha superato gli Stati Uniti ed è ora diventata il secondo maggiore mercato per i beni di lusso. Questo il risultato di un rapporto reso noto dal World Luxury Association, secondo il quale solo lo scorso anno i consumi d’alta gamma nella Repubblica Popolare hanno totalizzato un valore di 8,6 miliardi di dollari, corrispondenti a circa il 25% del totale mondiale.
Secondo lo stesso studio, il 70% degli acquisti è trainato dai cinesi continentali, per i quali le griffe preferite sarebbero Louis Vuitton, Gucci e Chanel. Gli osservatori sono però cauti sul futuro, visto che anche il Paese asiatico, gravemente colpito dalla crisi economica, sta registrando un forte rallentamento dei consumi interni, che rischia ora di ripercuotersi anche su tutto l’haut de gamme.
Infatti, secondo un recente studio di Ddma Market Research & Consulting su un campione di 4.500 cinesi dal reddito medio-alto e provenienti dalle maggiori città, circa il 60% degli intervistati ha dichiarato che, visto il clima di forte incertezza economica, ridurrà sensibilmente i propri consumi nella fascia luxury.
Non c'è tuttavia da scoraggiarsi, come sottolinea Rupert Hoogewerf, chairman di Hurun Report, principale luxury business magazine nazionale, secondo cui “in uno scenario certamente difficile, non ci sono dubbi che la Cina rimane il mercato maggiormente in crescita per i prodotti di lusso”. Tali previsioni sono confermate dagli stessi protagonisti del settore, come Josephine Chen, general manager di Cartier China East Region, che dichiara: “Tutte le aziende saranno più o meno colpite dalla crisi anche in Cina, ma il settore dell'alto di gamma sembra essere stato meno penalizzato del previsto. Desiderosi di ostentare il proprio status sociale, i ricchi continueranno a comprare beni di lusso e non ridurranno drasticamente i propri consumi”.
c.r.
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