La Cnmi prevede un 2006 in tiepida ripresa

Sarà il 2006 l’anno della ripresa del fatturato, per la moda made in Italy? Sembra proprio di sì, a giudicare dalle stime che si leggono dal rapporto Fashion Economic Trends, pubblicato in questi giorni dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. Le previsioni per la fine del 2006 sono di ricavi per 64,7 miliardi di euro, in aumento dell’1,5% sul 2005, sulla scia del rafforzamento del dollaro.
La valuta Usa, secondo i ricercatori della Cnmi, farà sentire i propri effetti benefici in primis sui comparti a monte della filiera e, a partire dal secondo semestre, anche in quelli a valle. Non è tanto l’entità della performance che fa ben sperare, quanto il fatto che vi sarà una crescita dopo tre anni di segni meno e dopo un 2005 appesantito dalla sfavorevole “congiunzione” di fattori negativi, tra i quali la fine dell’accordo Multifibre, che ha accentuato il flusso delle esportazioni cinesi e la recessione nei consumi.
Per l’anno appena iniziato la Cnmi stima, inoltre, un +4% delle esportazioni, che dovrebbero aumentare a 39,9 miliardi di euro, dopo un 2005 di crescita zero, seguito a un biennio in contrazione. Anche le importazioni sono destinate a salire (+6% a 23,39 miliardi di euro), ma la bilancia commerciale della moda resterà positiva per 16,59 miliardi di euro, consolidando così il valore del 2005.
A supporto delle tesi della Camera vi sono gli indicatori anticipatori del ciclo economico (in gergo, i leading indicator), che nel 2005 hanno rivelato un’intonazione positiva per tutte le principali aree geo-economiche e, in particolare, con riferimento al Giappone e alla Germania. L’Italia è rimasta invece in coda alla lista dei Paesi Ocse, per avere mostrato il peggiore andamento del ciclo economico. Dal mercato interno non ci si potrà dunque aspettare granché. Il report Fashion Economic Trends mette poi in allerta per la seconda parte di quest’anno, quando la congiuntura internazionale potrebbe subire una battuta d’arresto, a causa di un rialzo dei tassi di interesse, già avvenuto negli Usa e in corso di attuazione in Europa. Attenzione anche all’euro: non è detto che l’indebolimento verificatosi nel 2005 prosegua a oltranza.
e.f.
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