La Corte d'appello assolve Roberto Cavalli sulla presunta frode fiscale

Una sentenza della Corte di Appello di Firenze del 30 aprile scorso ha assolto Roberto Cavalli dal reato di frode fiscale, "perché il fatto non sussiste". Si conclude così una lunga vicenda giudiziaria avviata nel 2002.
Quell'anno il noto stilista toscano era stato accusato di avere utilizzato fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, in relazione ai lavori di ristrutturazione della villa sulle colline di Firenze (che è abitazione ma anche showroom), i cui costi erano stati dedotti dalla propria società. Dopo una prima condanna, inflitta dal Tribunale di Firenze, e parzialmente confermata dalla Corte di Appello di Firenze, una sentenza della Corte di Cassazione del 26 novembre 2008, aveva annullato le decisione. Gli atti erano stati rinviati ad altra sezione della Corte di Appello, affinché valutasse l'ipotesi di dichiarazione infedele. Accogliendo le richieste difensive dei legali di Cavalli, la stessa Corte ha infine ritenuto che non sussistesse neppure tale reato.
e.f.
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