La London Fashion Week alle battute finali

La capitale britannica ha presentato un’edizione della London Fashion Week all’insegna di un perfetto matrimonio fra tradizione e innovazione. La settimana della moda londinese, on stage da venerdì scorso a domani, ha infatti abbracciato senza esitazione gli ultimissimi sviluppi della tecnologia, pur rimanendo fedele allo straordinario retaggio della moda britannica.
Burberry, in scena nel tardo pomeriggio, è senza ombra di dubbio il miglior esempio di questa unione fra passato e futuro: il luxury brand ha infatto dato il via a un’iniziativa senza precedenti, trasmettendo in diretta streaming 3D la sfilata della linea Burberry Prorsum, con una serie di eventi in contemporanea a New York, Parigi, Dubai, Tokyo e Los Angeles.
Ottima anche la performance degli altri heritage brand britannici. Da Pringle of Scotland, che ha presentato una splendida collezione di knitwear, capispalla e nuove versioni del kilt, ad Aquascutum, la cui collezione era giocata su lunghezze maxi, insieme a volumi oversize per cappotti e trench. Da Daks, che ha offerto una riuscita versione del look preppy, a Jaeger London, che ha indovinato la scelta dei tessuti e dei colori. Anche Paul Smith e Vivienne Westwood con la linea Red Label sono rimasti fedeli al proprio linguaggio stilistico, riuscendo però ad attualizzarlo: in particolare Sir Paul, che ha proposto un’azzeccatissima versione del country look, mixato con suggestioni anni Cinquanta.
Le nuove leve della moda londinese non hanno deluso. Christopher Kane ha dimostrato, ancora una volta, una maturità davvero rara in uno stilista della sua età, presentando una gamma di proposte completamente diversa da quella delle stagioni precedenti, ma altrettanto originale e con un look immediatamente riconoscibile. Richard Nicoll, Charles Anastase, Kinder Aggugini, Marios Schwab, Unique e Mary Katrantzou hanno realizzato collezioni dai contenuti validi. Utlizzando gli ultimi sviluppi della tecnologia, numerosi stilisti - fra cui Hussein Chalayan, Boudicca, Emma Cook e Craig Lawrence - hanno presentato film e video, mentre Clements Ribeiro, Eley Kishimoto e Orla Kiely hanno optato per il format della presentazione.
Domani riflettori puntati sul menswear, con noti esponenti della tradizione di Savile Row, come Gieves & Hakwes e Hardy Amies. Ma anche e soprattutto con gli astri nascenti dello stilismo uomo a Londra, ossia J.W.Anderson, James Long, Tim Soar e Christopher Shannon, Katie Eary, Lou Dalton, Carolyn Massey e infine A Child of the Jago, la label di Joe Corre, fondatore di Agent Provocateur e figlio di Vivienne Westwood. In primo piano anche presentazioni e installazioni da parte di Aithor Throup (che collabora con C.P. Company e Umbro), della label specializzata in knitwear di lusso Sibling, del designer di gioielli Husam el Odeh e delle borse firmate H By Harris. Una menzione, infine, sul salone Exhibition@London Fashion Week che, a differenza dell’edizione dello scorso autunno, ha avuto luogo all’interno di un’unica location, Somerset House. Fra i brand in esposizione, da segnalare l’italiano Silvio Betterelli, il womenswear Tata-Naka e l’outerwear di Christopher Raeburn. Sul fronte degli accessori, si distinguono il footwear di Michael Lewis, Atalanta Webber, Chau Har Lee, Heather Blake, Beatrix Ong e i gioielli di Erickson Beamon, Mawi e St Erasmus. Interessante la sezione Esthetica, sulla moda ecologica.
p.o.
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