La Perla: l'offerta si divide in tre

Alain Prost (nella foto), a.d. di La Perla, ha illustrato oggi alla stampa italiana e straniera riunita a Villa Le Maschere, alle porte di Firenze, le nuove strategie del gruppo bolognese, rilevato dal fondo americano JH Partners nell'ottobre 2008. "Dal prossimo anno torneremo a crescere", assicura Prost.
L'attuale visione del business si fonde in una segmentazione dei target, che riporta sotto il grande ombrello del brand La Perla tutte le etichette del gruppo e le articola in tre diversi mondi, che esprimono altrettanti aspetti della sensualità italiana: così, l'etichetta "La Perla" si identifica con capi timeless, mentre "La Perla Toscana" è l'espressione di un gusto più casual e "La Perla Studio" si rifà a una quotidianità metropolitana.
"La creatività è sempre stata un asset importante per la nostra azienda - ha commentato Prost - ma la sfida oggi è tradurre questo patrimonio in qualcosa di fruibile anche nel quotidiano".
Da un lato, dunque, si lavorerà sulla vestibilità delle proposte, che non saranno più esclusiva di consumatrici con un fisico da modelle; dall'altro, ci si concentrerà sul taglio dei prezzi che, grazie a una riduzione del 25%, si concretizzerà in un costo medio di circa 100 euro per un set.
Tutte le etichette rientreranno, di conseguenza, nei tre grandi progetti che insieme realizzeranno l'85% del fatturato, mentre il marchio giovane Occhiverdi, ma anche le linee maschili Grigioperla e Neroperla, vivranno di vita propria.
In questo modo si torna al core business, per valorizzare l'universo dell'underwear con un concetto di lifestyle che spazia dal beachwear alla lingerie, fino al partywear, senza tuttavia escludere il prêt-à-porter, che "è importante per costruire un'immagine globale - puntualizza Prost - e tuttavia non è più al centro dello sviluppo del brand". A fine 2008 questo segmento di business è stato affidato in licenza al Gruppo Burani: si è parlato, per la direzione creativa, di contatti con Lawrence Steele, che però non si sono concretizzati, visto anche il legame dello stilista con Aspesi.
In occasione dell'incontro fiorentino è stato fornito un aggiornamento sui dati aziendali: se il 2008 si è chiuso con un fatturato di 175 milioni di euro, il 2009 dovrebbe attestarsi intorno ai 160 milioni - in calo del 10-15% circa, in parte a causa dell'esposizione in territori difficili, come gli Usa e la Spagna -, con un ebitda di 10 milioni di euro. "L'anno prossimo vogliamo tornare a crescere del 5-10% - informa Prost - e ce la possiamo fare, viste anche le buone conferme arrivate con gli ordini della primavera-estate".
t.m.
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