La concentrazione delle sfilate: scende in campo anche Giorgio Armani

Non accenna a spegnersi la polemica sul "dimagrimento forzato" del calendario delle sfilate di Milano Moda Donna: dopo Diego Della Valle, che ribadisce stamattina le sue riflessioni sulla prima pagina de Il Sole 24 Ore, scende in campo Giorgio Armani con un intervento su La Repubblica, in cui mette in discussione anche la formula sfilata.
“Arrivati a questo punto, si deve dire basta - scrive lo stilista sul quotidiano del Gruppo Editoriale L’Espresso -. I calendari delle sfilate si possono modellare su molte esigenze, tutte le mediazioni sono legittime, ma non si possono concentrare 45 sfilate nel venerdì-sabato-domenica perché lo gradirebbe la signora Anna Wintour”.
Ma Armani pone anche un altro spunto di riflessione: “Esiste ancora il mito della sfilata? Ha ancora senso portare in passerella una collezione che è già stata acquistata all'80% dai buyer, ma che arriverà in vetrina sei mesi dopo? E parlarne, fotografarla, portarla all'evidenza dei clienti lettori che però in quei giorni, nei negozi, vedono presentata un'altra stagione?”.
Tornando alla querelle sul calendario (a questo proposito si vedano anche le news di fashionmagazine.it dei giorni precedenti) Armani conclude con una proposta: “I ‘big’ a rotazione aprano e chiudano la settimana delle sfilate. È un impegno che si può prendere e che farà bene a tutti”.
c.mo.
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