La fast fashion protagonista a Bologna

Fast is good, soprattutto nella moda: questa la conclusione a cui sono arrivati i relatori della tavola rotonda “Corri, moda, corri. Parte seconda”, tenutasi ieri nell’ambito della seconda edizione del Fast Fashion Festival, che si chiude oggi al CenterBOx by Centergross di Bologna.
L’appuntamento, dedicato alla fast fashion italiana, è stato occasione per presentare al mercato il prodotto e la creatività che caratterizzano le oltre 680 aziende operanti nel distretto bolognese del Centergross. Per l'evento il CenterBOx si è vestito con assi di legno in bilico su una rete di tubi di ferro disposti ad arte dall’architetto Vincenzo de Cotiis, fra i quali hanno fatto capolino abiti e accessori selezionati dalla stylist Sissy Vian, che ha offerto alle realtà presenti una consulenza sul design e lo styling delle collezioni, al fine di mettere in evidenza le potenzialità e l’identità di ciascun marchio.
Alla tavola rotonda hanno partecipato Elio Fiorucci, Marco Corsaro (founder e managing director di 77agency), Gianni Mercurio (curatore di mostre), Roberta Filippini (giornalista e critico di moda e costume), il musicista Saturnino e Alessandra Lombardini (vice presidente di Centergross), con la moderazione del giornalista Antonio Mancinelli. Un incontro che ha fatto emergere la validità della fast fashion, un modello produttivo e distributivo dove la velocità non è sinonimo di prodotti cheap e di scarsa qualità, anzi. “Siamo molto orgogliosi della nostra anima commerciale, che non toglie nulla alla creatività – ha osservato Alessandra Lombardini – ma ci permette di andare incontro al mercato, al suo gusto e alle sue esigenze”. “Ogni anno ho sempre più clienti che mi chiedono di fare un giro al Centergross, anche boutique di prestigio”, ha confermato Riccardo Grassi dello showroom Studio Zeta di Milano.
“I tempi lunghi nella moda sono deleteri – ha concluso Elio Fiorucci, che della velocità nel cogliere cambiamenti e tendenze ha fatto la chiave del suo successo –. Non si possono comprare le collezioni sei mesi prima. E non si può lavorare solo con le boutique, bisogna guardare anche alle grandi catene: il binomio prodotto (garantito dalle aziende italiane) e location (data dalle grandi catene di distribuzione) è la garanzia di risultati positivi”.
v.d.g.
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