La ristrutturazione europea di Ralph Lauren mette a rischio posti di lavoro in Italia

Il programma di unificazione delle attività a livello europeo di Polo Ralph Lauren prevede, secondo fonti aziendali, il taglio di 25 posti di lavoro presso la sede di Bologna. Obiettivo dell’azienda americana: concentrare nel quartier generale di Ginevra tutto il business in Europa. Di oggi la notizia di una nuova licenza globale conclusa con Apparel Ventures per la produzione e distribuzione di costumi da bagno. Nel corso degli ultimi due anni Polo Ralph Lauren ha adottato una politica di riacquisizione delle licenze, allo scopo di riprendere il controllo dello sviluppo e della distribuzione dei suoi brand. In questo disegno si colloca anche il progetto di centralizzare e coordinare a livello europeo le attività operative, istituendo una sede generale a Ginevra. La ristrutturazione, tuttavia, mette a rischio l’unità industriale di Bologna, che produce e distribuisce il marchio Ralph Lauren in tutta Europa, oltre a Polo e Polo Ralph Lauren in Italia. Secondo quanto dichiarato dall’azienda stessa, i posti di lavoro da “tagliare” sarebbero 25. Il numero indicato smentisce, di fatto, la notizia pubblicata dal settimanale Il Mondo di venerdì scorso, secondo cui i licenziamenti in vista riguarderebbero 120 addetti. I portavoce del gruppo americano riferiscono che sono in corso incontri con i dipendenti e i rappresentanti sindacali per giungere a una soluzione della vertenza. La licenza a livello mondiale appena conclusa riguarda, invece, la produzione e distribuzione di costumi da bagno da donna e ragazza. E’ la Apparel Ventures di Los Angeles a essersela aggiudicata. L’accordo inizierà dal primo luglio 2003, quando scadrà il contratto con Authentic Fitness Corporation, precedente licenziatario di Polo Ralph Lauren in questo settore.
e.a.
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