L'a.d. di Mulberry rimosso dopo una divergenza con il maggiore azionista

Si è conclusa la battaglia per il controllo di Mulberry Group, il retailer inglese specializzato nella pelletteria. I portavoce della società hanno annunciato mercoledì che Roger Saul, fondatore e Ceo, ha accettato di lasciare la sua posizione e assumere il ruolo di chairman e direttore non-esecutivo a seguito di una lite con il maggiore azionista. A rimpiazzare l'amministratore delegato uscente sarà Godfrey Davis che 32 anni fa ha dato il via a Mulberry come designer e imprenditore. Il cambiamento arriva dopo che Ong Beng Seng e sua moglie Christina Ong, titolari della società d'investimenti Challice, hanno aumentato le pressioni per rimuovere Saul dal timone della compagnia. I coniugi Ong, che possiedono anche Club 21 di Singapore, il franchisee per Armani in Inghilterra e Armani Exchange negli Stati Uniti, hanno acquisito due anni fa il 41,5% della Mulberry attraverso Challice. Roger Saul, che non è rimasto sorpreso dell'azione avanzata da Challice, aveva differenti opinioni rispetto agli Ong, in particolare sull'espansione negli Usa. Dopo che i conti di Mulberry sono ritornati in rosso nel 2001 con una perdita ante imposte di 1,7 milioni di sterline (2.7 milioni di euro), Challice ha investito 7,6 milioni di sterline per il rilancio del brand, includendo la riapertura del flagship store situato in Bond Street a Londra. I punti vendita di Tokyo e Bruxelles furono chiusi mentre l'opening di un negozio a New York fu rimandato per focalizzarsi sull'espansione in Russia e Olanda con gli store in franchising. Un portavoce di Christina Ong ha smentito le voci che Challice fosse interessata a ottenere il pieno controllo di Mulberry, mentre alcuni fonti a Londra credono che la signora Ong potrebbe anche pianificare di vendere.
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