L’abbigliamento femminile guiderà la ripresa nel 2003

Nei primi cinque mesi del 2002 la moda femminile made in Italy ha risentito dell’andamento poco favorevole dei consumi sia in Italia che sui mercati esteri. Ma le proiezioni per il 2003 sono positive. Secondo le informazioni fornite oggi in occasione di Momi da Sistema Moda Italia ed elaborate su dati Istat, nel periodo considerato l’import è cresciuto quasi del 12% mentre le esportazioni hanno registrato un calo del 4,6%. Una situazione determinatasi soprattutto in seguito all’impasse dei maggiori Paesi-clienti dell’abbigliamento femminile italiano: Stati Uniti –20,5%, Germania –16,8%, Giappone –8,7%. Le cose sono andate meglio in Francia, +2%, e in Gran Bretagna, +15,2%, mentre tra i mercati emergenti si segnala sempre più la Russia che da gennaio a maggio ha fatto registrare un +20,3%, ponendosi così all’ottavo posto nella classifica dei maggiori importatori di made in Italy al femminile. Buone notizie sembrano arrivare dal fronte consumi interni, che nella primavera-estate appena conclusa sono aumentati del 3,5% in valore. Le prime indicazioni sulla prossima stagione calda fanno prevedere un ritmo di crescita simile. Se queste stime dovessero trovare conferma nei fatti, il comparto dell’abbigliamento esterno femminile potrebbe chiudere l’anno senza significative perdite di fatturato e fare da traino della possibile ripresa della moda made in Italy a partire dal 2003.
c.mo.
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