L’acquisizione di Hilfiger pesa sui conti trimestrali di Pvh

Phillips-Van Heusen ha archiviato il primo trimestre del 2010 con un rosso di 27,6 milioni di dollari, dall’utile netto di 24,7 milioni di un anno prima: la perdita è riconducibile ai costi dell’acquisizione, conclusa il 6 maggio scorso, di Tommy Hilfiger. I ricavi di periodo sono invece aumentati dell’11%, attestandosi a 619 milioni.
Escludendo 104 milioni di dollari legati all’operazione Hilfiger (vedi fashionmagazine.it del 15 marzo e del 7 maggio 2010), nel quarter chiuso il 2 maggio la società di San Francisco guadagnerebbe 83 centesimi per azione, invece che perderne 53. Il giro d’affari dei canali wholesale e retail di Pvh, si legge in una nota, hanno registrato un incremento quarterly dell’11%, mentre il business delle licenze di Calvin Klein ha segnato +13%.
Per l’esercizio in corso, il gruppo americano prevede ricavi fra 4,35 e 4,4 miliardi di dollari, di cui circa 1,8 miliardi attribuibili a Tommy Hilfiger, che a sua volta dovrebbe totalizzare fra 180 e 190 milioni di dollari di profitti operativi. Il turnover generato da Calvin Klein è stimato in crescita fra il 7 e l’8% rispetto al fiscal year 2009.
d.p.
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