Lamarthe: il futuro passa dal nostro Paese

Lamarthe punta dritto sull’Italia. Il gruppo francese della pelletteria, quotato alla Borsa di Parigi dal 2006, vuole crescere nella Penisola dove, tra l’altro, risiede il centro di design aziendale. È a Bologna, infatti, che si determinano le linee e le tendenze delle borse Lamarthe. Un lavoro che da gennaio viene eseguito sotto la guida di un nuovo direttore artistico, Stéphane Verdino, stilista che proprio in Lamarthe iniziò la propria carriera nel 1994.
“Francia e Spagna sono oggi i nostri due mercati più importanti – ha spiegato Bertrand Gignoux, direttore commerciale del gruppo, in un incontro a Parigi – ma siamo convinti che in Italia e in Germania ci sia uno spazio importante da conquistare”.
Attualmente Lamarthe, controllata dalla Copernico (al 54%) di Mario Gardini, Marco Bizzarri e Massimo Bianchi, realizza il 39% del proprio fatturato nel Paese d’Oltralpe e il 37% in Spagna, mentre l’Italia, nonostante le radici profonde in questo territorio, rappresenta appena il 2% del totale e la Germania il 5%.
Segno che di lavoro da fare ce n’è. Fondamentale nell'iter della società sarà naturalmente l’accoglienza che il consumatore vorrà riservare alla prima collezione progettata da Verdino, commercializzata a partire dall’autunno/inverno 2008-2009. In primo piano anche l'evoluzione degli accordi commerciali stretti con LeSportsac, Tommy Hilfiger, Piquadro e Kallisté.
Per il momento, però, Lamarthe ha dovuto anche fare i conti un rallentamento nei suoi piani di sviluppo, focalizzati su un riposizionamento verso l’alto del prodotto. Lamarthe ha archiviato il 2007 con un fatturato in avanzata del 14% a 16,274 miliardi di euro, registrando tuttavia un rosso pari a 410 milioni, contro un utile di 376 milioni del precedente esercizio.
f.c.
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