L’area Asia-Pacific traina il fatturato di Richemont

Il gruppo ginevrino Richemont, specializzato nei marchi internazionali del lusso, ha archiviato l’esercizio concluso il 31 marzo con ricavi pari a 5,3 miliardi di euro: un risultato in crescita del 10% rispetto allo scorso anno (del 16% a tassi di cambio costanti).
La performance è stata in parte frenata dalla debolezza del dollaro e dello yen, spiega l’azienda in una nota diffusa nella giornata di ieri. Tutte le regioni hanno contribuito alla progressione. Tuttavia si è distinta soprattutto l’area “Asia-Pacific”, i cui ricavi sono lievitati del 21%.
Richemont, lo ricordiamo, è attivo nella gioielleria con i marchi Cartier e Van Cleef & Arpels, nell’orologeria con Jaeger-LeCoultre, Piaget, IWC, Baume & Mercier, Vacheron Constantin, Officine Panerai e A. Lange & Söhne, negli strumenti per la scrittura con Montblanc e Montegrappa, negli accessori in pelle con Alfred Dunhill e Lancel e, infine, anche nell’abbigliamento e negli accessori moda con Chloé.
e.a.
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