Lavorazione orafa: rivisti e ufficializzati i cali forfettari

L’Agenzia delle Dogane ha emesso un provvedimento che ridetermina i cosiddetti "cali forfettari irrecuperabili" per le lavorazioni di oro in regime di perfezionamento attivo. Risulta così riconosciuto ufficialmente che il processo di lavorazione dell’oro - dalla materia prima al gioiello - comporta inevitabilmente una perdita percentuale di metallo prezioso.
Su sollecito della Consulta nazionale degli orafi, struttura che riunisce Cna, Confartigianato, Confapi e Federorafi/Confindustria, la questione era al vaglio dell’Agenzia da oltre due anni. I nuovi coefficienti medi, in vigore il 21 maggio e validi anche per le autorizzazioni alle importazioni temporanee, riguardano, in particolare, catene piene (calo forfettario irrecuperabile: 2,2%), catene vuote, anelli a molla (4%), altri oggetti di oreficeria e gioielleria a carattere prevalentemente artigianale (6,3%), monete, semilavorati quali lingotti, fili, lastre (1%), fedi, cerchi, ciondoli e medaglie (3%).
Il provvedimento rientra fra le richieste che le associazioni dei produttori della Consulta stanno portando avanti insieme al Governo (miglioramento della legge settoriale, tutela e promozione del made in Italy, reciprocità di trattamento per i dazi e armonizzazione all’interno dell’Ue, gli altri temi in questione), con l’obiettivo di fornire strumenti fruibili alle imprese del comparto orafo-gioielliero italiano, in un momento di congiuntura estremamente sfavorevole al settore.
e.f.
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