Lavori in corso sulla questione Made in

Il Consiglio dei ministri non ha affrontato ieri il dossier Made in ma la ricerca di una soluzione sulla tanto dibattuta questione dell’etichettatura obbligatoria, introdotta a Ferragosto con la legge 99, è in corso.
La materia, su cui si è spaccata l’imprenditoria italiana, è oggetto di riunioni fiume tra i tecnici del ministero e i rappresentanti di Confindustria, artigianato e delle altre categorie coinvolte (vedi anche fashionmagazine.it del 31 agosto).
Secondo quanto riporta oggi Il Sole 24 Ore, una delle ipotesi ventilate è di abolire il reato di mancata apposizione del Made in obbligatorio, introdotto dalla legge 99, per sostituirlo con una sanzione amministrativa da inserire in un provvedimento finora su un binario morto: il Codice del consumo, fermo dal 2005 per la mancata emanazione del decreto attuativo. Si sposterebbe, dunque, sul fronte della tutela del consumatore la nuova iniziativa.
Considerato però che il codice introdurrebbe l’obbligo di marcatura per tutte le merci europee e non solo per quelle Made in Italy, c’è chi ritiene essenziale che anche questo passo sia comunque notificato agli organismi Ue, riaprendo la questione delle competenze in materia.
e.a.
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