Le frizioni tra Cina e Usa danneggiano gli scambi commerciali

Crollo delle transazioni nel settore abbigliamento tra Cina e Stati Uniti all’ultima edizione di China Export Commodities Fair (Cecf), il salone dell’export che si è tenuto a Guangzhou dal 15 al 30 ottobre.
La performance negativa riflette le frizioni commerciali tra i due Paesi. Gli accordi stipulati dalle aziende cinesi con i buyer stranieri durante la fiera sono diminuiti del 10% rispetto alle precedenti edizioni (secondo quanto riporta l’agenzia stampa cinese Xinhua) e addirittura del 44% per quanto riguarda gli ordinativi diretti negli Stati Uniti. Più contenuta la flessione delle transazioni verso l’Europa, diminuite del 6,9%.
A frenare contatti e accordi tra espositori e buyer sarebbero le dispute in corso tra Washington e Pechino, che da mesi stanno cercando un’intesa in tema di scambi commerciali, ma sinora senza esito.
Secondo quanto riporta Xinhua, il valore degli scambi durante i primi cinque giorni del salone (concentrati appunto sul settore tessuti e abbigliamento) si sarebbe attestato a 2,5 miliardi di dollari, il 10,1% in meno dell’edizione di aprile e il 13,8% in meno rispetto all’anno scorso. Diverso il discorso per il valore totale degli accordi conclusi durante il Cecf, che ha raggiunto i 29,4 milioni, con una crescita dello 0,7% rispetto all’appuntamento della scorsa primavera e dell’8,7% rispetto all’autunno 2004.
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