Le nuove strategie di Gruppo Coin per Upim

Ormai il perfezionamento dell’acquisizione è cosa fatta, anche se il closing vero e proprio è previsto per dopodomani: con l’annessione di Upim il Gruppo Coin diventa il più grande player italiano della distribuzione di abbigliamento. Fra tre anni il consolidato della società di Mestre potrebbe arrivare ai 2 miliardi di euro.
Che Coin abbia messo, dopo un anno e mezzo di trattative, le mani su Upim è già noto da dicembre (vedi anche fashionmagazine.it del 17 dicembre 2009 e dell’11 gennaio 2010). Le incognite riguardano invece il futuro della nota insegna, ceduta dal consorzio formato da Investitori Associati, Pirelli Re, Deutsche Bank e dalla famiglia Borletti: oggi a Milano Stefano Beraldo, a.d. di Gruppo Coin, ha svelato alla stampa le nuove strategie.
“È un’operazione di straordinaria importanza - ha premesso - alla luce della qualità della rete di negozi Upim, composta da 149 store diretti (134 Upim e 15 Blukids), il 30% dei quali ha location di eccellenza (ma con una resa al metro quadro pessima) per un totale di 210mila metri quadri di superficie di vendita e un fatturato 2009 di 430 milioni di euro (con 43 milioni di perdite e 150 milioni di euro di debiti verso le banche)”.
Alla rete diretta si aggiungono più di 200 store in franchising con un sell out di circa 150 milioni di euro che si andranno a integrare al network di affiliazione del retailer veneto.
“La conversione di una parte dei negozi Upim nei format del nostro gruppo e il forte potenziale di sviluppo insito nei nuovi concept allo studio - ha continuato Beraldo - portano a una aspettativa di crescita del 30% del fatturato sviluppato dall’insegna acquisita”.
Nella fattispecie, Beraldo ha precisato che dei 134 punti vendita diretti di Upim, 50/60 diventeranno Ovs industry entro l’agosto di quest’anno, mentre i Blukids saranno convertiti in OvsKids. Altri 10/20 spazi passeranno a Coin (i primi cinque entro il maggio 2010, con il completamento nel 2011) e i restanti 60/70 saranno utilizzati in altro modo.
“Di questi ultimi alcuni resteranno Upim: tra l’altro abbiamo deciso di rivolgerci al mondo degli internauti, lanciando un concorso per la realizzazione del nuovo logo - ha precisato l’a.d. -. 30 sono penalizzati da affitti troppo elevati e, pertanto, bisognerà vedere come ovviare al problema. Qualcuno si trova in un indirizzo veramente sbagliato e sarà chiuso, altri (due sono già stati individuati) interpreteranno il nuovo format di target elevato che debutterà con il Coin Excelsior di corso Vittorio Emanuele, a Milano nel settembre 2011”.
“Il nuovo Upim sarà un pop (popolare) store - ha spiegato Beraldo - fresco, moderno, con in vendita proprio ciò che la gente vuole e di cui ha bisogno. L’idea è quella di creare uno shopping mall cittadino, una sorta di grande emporio con prodotti necessari, ma che abbia anche un ruolo sociale”.
“Per completare l’acquisizione - ha terminato l’a.d.- è stato necessario il contributo di tutti: le banche di Upim hanno rinunciato al 30% dei loro crediti, gli ex soci hanno ripianato le perdite con un versamento in capitale di oltre 15 milioni di euro, i creditori stanno concordando una riduzione di ciò che gli è dovuto in misura simile a quanto hanno fatto le banche”.
Il Gruppo Coin dovrebbe chiudere, come ha detto Beraldo, un ottimo 2009, con ricavi tra 1,185 e 1,212 miliardi di euro.
e.c.
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