Le proposte della Consulta per Milano Moda Donna

Si è tenuta ieri la prima riunione della Consulta Milano Moda Donna: ne sono emerse una serie di ipotesi e proposte per razionalizzare e rafforzare il calendario delle manifestazioni milanesi dedicate al fashion anche in seguito agli attacchi provenienti dalla stampa americana. La parola passa ora agli stilisti.
I fatti dello scorso settembre-ottobre sono noti a tutti: pressioni da parte della stampa americana hanno spinto gli stilisti a concentrare le sfilate nei giorni centrali del calendario di Milano Moda Donna, creando una confusione ingestibile e spingendo alcuni nomi ad andare a presentare oltreconfine.
Di qui la decisione di creare questa Consulta - composta da una trentina di membri tra cui diversi giornalisti del settore e imprenditori-consiglieri della Camera della Moda, ma che coinvolge anche il presidente e il vice presidente della Camera dei Buyer e il professor Guido Corbetta dell’Università Bocconi – per proporre delle soluzioni al problema.
La Camera, intanto, ha già comunicato le date delle sfilate fino al 2008 (vedi fashionmagazine.it del 30 novembre scorso) e offerto la disponibilità del FMC Center di Fiera Milano in via Gattamelata (vedi fashionmagazine.it del 18 novembre scorso).
Il presidente della Camera Mario Boselli ha tenuto a sottolineare che i costi delle sale sfilate del FMC Center non sono più alti che altrove: le soluzioni più ampie, da circa 800 posti, costano 20.300 euro ai soci della Camera e 25.000 ai non soci mentre la sala più piccola (quasi 400 posti) è disponibile a 13.600 euro per i soci, 17.500 per i non soci. Ancora meno costosi gli spazi alternativi, sempre in Fiera Milano, che possono arrivare fino a 1.500 posti. Forse non farà piacere invece alle pierre sapere che la Camera non riconosce diritti di agenzia su questi affitti.
La proposta più innovativa scaturita dall’incontro è venuta da Beppe Modenese, presidente onorario della Camera, e consiste nell’invito a tutte le showroom a coordinare le date dell’inizio della stagione di vendita in un periodo stabilito – per il 2006 va dal 20 al 31 gennaio, circa un mese prima di Milano Moda Donna - che sarà certificato e promosso dalla Camera stessa con il nome di Milano Showroom con conferenze, comunicati, inserzioni: i soldi alla Camera non mancano, come si può evincere anche dal bilancio 2005 comunicato circa un mese fa (vedi fashionmagazine.it del 18 novembre scorso).
Nello scenario delineato dalla Consulta, Milano Showroom farebbe anche da apripista per una totale riorganizzazione del calendario fieristico della moda femminile milanese: “L’esempio di Parigi è eloquente – ha detto Boselli –. Almeno un mese prima delle sfilate, nella capitale francese si svolgono tutti i saloni commerciali, coinvolgendo circa 2.000 aziende espositrici”.
Il presidente suggerisce, insomma, che tutti i saloni milanesi, da MilanoVendeModa (che ha già anticipato anche se in maniera meno drastica: vedi fashionmagazine.it del 28 ottobre scorso) a quelli organizzati a febbraio da Pitti Immagine (NeoZone, White e Cloudnine), fino a Micam e Mipel si svolgano tutti nel periodo individuato per Milano Showroom (dal 20 al 31 gennaio), creando un forte momento di richiamo internazionale su Milano e “alleggerendo” al tempo stesso la settimana delle sfilate, prevista circa un mese più tardi. Boselli ha però tenuto a ribadire che la Camera non intende “scendere in campo” nell’organizzazione di rassegne fieristiche, che deve restare competenza di chi lo fa bene da anni.
E veniamo alle sfilate: le proposte della Consulta si articolano su 6 o 7 giorni di calendario per Milano Moda Donna e sull’assunto iniziale che in ogni caso debbano essere i big ad aprire e chiudere la kermesse e a dare un ritmo a tutte le giornate della manifestazione.
Giorgio Armani ha già assicurato la disponibilità ad aprire con la sua passerella nella giornata di domenica 19 febbraio. La Consulta (che sta preparando una lettera per richiamare tutti gli stilisti al senso di responsabilità) chiede ora a un altro nome forte come Roberto Cavalli, Donatella Versace o Gianfranco Ferré - ma anche Etro o Gucci - di presidiare la giornata di chiusura, sia essa il venerdì 24, nel caso di sei giornate, o il sabato 25 se si opta per i sette giorni: in questa circostanza si prevede anche un grande party il venerdì sera, per rendere più interessante per tutti rimanere a Milano fino al sabato compreso.
c.mo.
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