Le prospettive del lusso: se ne è discusso a Parigi

Il lusso oggi ma anche le sue prospettive, in particolare alla luce dell’avanzare della Cina: questo il tema del quarto Sommet du Luxe et de la Création, un’iniziativa dell’ufficio di consulenza Carles-Rheims di Parigi tenutasi nei giorni scorsi nella capitale francese.
Tra i presenti, appartenenti a tutte le categorie del lusso, lo stilista Ozwald Boateng ha sottolineato come la personalizzazione sia la parola chiave per il futuro del lusso, una teoria confermata dalla creatrice di gioielli Solange Azagury-Partridge, prediletta dalle star cinematografiche.
Jean-Pierre Mocho, presidente della Federazione Femminile del Prêt-à-porter, ha aggiunto: “La società cambia, si rinuncia all’avere per l’essere e si arriva alla saturazione degli eccessi”. “I valori impliciti sono destinati ad avere la meglio – ha ribadito - e il lusso farà i conti con la valorizzazione della persona”.
Se tutti sono stati d’accordo nel dire che il “savoir-faire” è un patrimonio da salvaguardare - come ha affermato tra gli altri Andrea Calistri, ripercorrendo il successo del Consorzio Cento per Cento Italiano fondato sette anni fa - Marie-Claude Sicart, esperta in strategia delle marche presso aziende francesi e internazionali, ha precisato: “La Cina è già in grado di produrre articoli impeccabili e quindi di lusso. Inoltre, il suo passato culturale, accantonato durante la Rivoluzione, sta tornando a galla”. Questo, secondo Sicart, consente ai cinesi di ritrovare valori di raffinatezza e savoir-faire ancestrali, che potrebbero costituire un pericolo per le aziende del Vecchio Continente.
Lo stilista Marcel Marongiu, che ha un contratto di consulenza come direttore artistico per una marca cinese, ha ribattuto: “I cinesi ancora nella fase dell’adolescenza del lusso, quindi non riescono ancora a passare dal prodotto alla logica di marca, che crea l’aura della singolarità”.
Hubert Vedrine, ex ministro degli esteri francese e oggi nel consiglio d’amministrazione del gruppo Lvmh, ha sollevato parecchi punti interrogativi di natura geopolitica. “Il lusso potrà svilupparsi solo in un mondo pacificato” ha detto. “Oggi – ha proseguito - la Cina è una bomba a scoppio ritardato perché le riforme sociali, la limitazione alla libertà d’espressione e così via sono tutti problemi irrisolti. Inoltre, questo Paese è creditore nei confronti degli Usa e, pertanto, un rischio finanziario d’attrito tra le due nazioni esiste”. A proposito della Russia, “perché diventi uno stato moderno ci vorranno ancora una cinquantina d’anni - ha ricordato Vedrine - mentre il mondo arabo potrà sviluppare il proprio mercato solo una volta uscito dall’impasse politica in cui si trova”. “Chi dice comunque che saremo sempre noi europei a detenere il potere ‘magico’ di imporre l’idea del lusso, questa formula astratta che focalizza il desiderio?” ha concluso provocatoriamente Vedrine.
Domande senza risposta, per il momento, ma che forse possono trovare una fonte d’ottimismo nelle parole di Pierre Cardin. “E’ innanzitutto il talento che crea il lusso e poi la copia, che tanto spaventa, è una controprova del successo,” ha osservato lo stilista, che ha aggiunto: “Anche noi francesi, viaggiando, copiamo: lo abbiamo sempre fatto e io ho copiato persino me stesso”.
Vera Strübi, pdg di Thierry Mugler Parfums, ha ridimensionato la “grande paura” nei confronti dell’Est e non solo: “Non bisogna temere la concorrenza, perché crea stimoli interessanti. Oggi è importante uscire dalla banalizzazione del prodotto e del circuito distributivo, fattori che stanno minando anche il settore della profumeria, un mercato in regressione”. A conclusione della giornata, durante una serata di gala sono stati assegnati i “Talents du Luxe 2004”. Tra i premiati, Maurizio Galante nella categoria “Talento della rarità”, Vannina Vesperini per il “Talento della seduzione”, il designer Ora-ito per il “Talento dell’invenzione”. Il “Talento d’oro” è andato ad Anne-Claire Taittinger, pdg di Baccarat.
g.g.
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