Le sfilate di Parigi chiudono in un clima "tranquillo"

Sarà stata la concomitanza con il Gay Pride o con la finale dei Mondiali di calcio, ma alle sfilate uomo di Parigi appena concluse il clima è stato relativamente tranquillo, nonostante un fitto calendario. Poco brio ai défilé parigini dedicati alla moda maschile della primavera-estate 2003. Nonostante il rientro in scena di Lang e la “prima” di Chalayan nella Ville Lumière, l’atmosfera era leggermente sotto tono. Eppure nel calendario, dove spiccavano circa 40 nomi più altri appuntamenti in giro per la città, non mancavano gli spunti, non solo a livello di grandi nomi ma anche di emergenti: vedi Ron Orb, Denis Simachev dalla Russia e Farah Angsawa. Anche se bisogna dire che questi tre stilisti hanno scelto orari piuttosto infelici per presentarsi. Nelle collezioni, un filo conduttore è stato il tema delle stelle, declinato in modi diversi da Castelbajac, Smith e Watanabe. Basic-chic per Lanvin e Givenchy, mentre Slimane per Dior ha ridisegnato la sahariana. Quanto a Ford per Saint-Laurent, per lui l’abito prossimo venturo è doppio petto, aderente e con revers a lancia. Da Vuitton menzione speciale per i capi in pelle di bufalo e per le giacche a vento in seta. Da Hermès, Véronique Nichanian ha dato vita a una linea convincente e accattivante: abiti in seersucker di cotone e lino nero/0cru, camicie alla tunisina oppure in sfumature giallo sole. Castelbajac ha portato i suoi uomini in un’ideale palestra di boxe. Cuciture interne portate esternamente e bianco à go-go per Kenzo. Stupende le proposte in pelle da guanteria di Jean Luc Testu per Mugler. Attrazione fatale per le fibre man-made più avanzate da Comme des Garçons, spirito ludico da Watanabe con i jeans in denim nero con automatici lungo la gamba e le camicie hawaii. Gaultier ha riassunto i temi del momento: vestire fluido, pantaloni ampi, stile militare e un omaggio alla plaza de toros.
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