Le showroom: lavorare insieme per rafforzare Milano

Mentre Camera Moda sta lavorando alla ristrutturazione del calendario di Milano Moda Donna, le showroom milanesi fanno quadrato per riportare i clienti internazionali nel capoluogo lombardo. I lavori sono appena iniziati, ma gli obiettivi sono già molto chiari.
“Vogliamo che la città torni a brillare di luci e di moda” afferma Riccardo Grassi di Studio Zeta, facendosi portavoce di un gruppo di una cinquantina di showroom milanesi accumunate da una vocazione all’internazionalità e alla ricerca.
“L’assenza di nomi importanti di negozi stranieri in queste ultime stagioni ci preoccupa enormemente e ci costringe a essere presenti a Parigi, con costi non indifferenti - continua Grassi -. Questo non vuol dire che i nostri clienti stranieri non acquistano più nomi italiani: semplicemente preferiscono vedere le collezioni nella capitale francese”.
Consapevoli del ruolo della Camera, gli agenti chiedono in sostanza che le decisioni vengano prese secondo un’ottica che prevede lo svolgimento di Milano Moda Donna con una durata di sei giorni più due, come anticipato da Mario Boselli. “Il calendario va rivisto secondo un concetto di qualità, privilegiando i nomi più forti e chiedendo agli stilisti di evitare doppie sfilate. Si dovrebbe poi trovare il coraggio di eliminare qualche passerella poco interessante, a favore di presentazioni” puntualizza Grassi, che auspica anche il coordinamento e non la sovrapposizione delle fiere di settore - in modo che si possa realmente dar vita a una kermesse di 10-12 giorni -, la riduzione del costo di iscrizione a Camera Moda per i giovani creativi e la creazione di una sorta di service tra i fornitori, in modo da ottimizzare i costi degli show degli emergenti. “Abbiamo le showroom più propositive, più organizzate e più belle al mondo - conclude -. Siamo certi che con l’impegno di tutti riusciremmo a generare una serie di eventi che farebbero da degno corollario a Milano Moda Donna”.
t.m.
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