L’eccellenza di Villa d’Este diventa marchio lifestyle

Brand extension di prestigio per l’hotel Villa d’Este di Cernobbio: il presidente e ceo Jean-Marc Droulers e il responsabile del piano di sviluppo del marchio Bruno Massa, ne hanno dato annuncio questa mattina nella nota Villa affacciata sul lago di Como.
Il progetto-pioniere - nessun altro albergo al mondo ha mai avviato un’operazione simile - si concretizzerà nel 2009 con il lancio di collezioni di corredi e accessori per la casa, prodotti per la persona, outwear di seta e cashmere, oggetti per il viaggio, che porteranno lo stile di Villa d’Este a una vasta platea di consumatori nel mondo.
“Siamo quotidianamente bombardati con notizie pessimistiche sull’evoluzione del futuro: viene da chiedersi come mai Villa d’Este abbia sentito l’esigenza di rimettersi in gioco con un’estensione del brand non tradizionale” ammette Droulers. “Innanzitutto è un atto di coraggio, un’iniziativa in controtendenza che vuole reagire alla situazione odierna - svela il presidente -. Poi è una sfida che mira a portare ovunque l’eccellenza e la reputazione che il nostro Paese ha saputo guadagnarsi a livello internazionale nei settori moda e design”.
Il consiglio di amministrazione dell’hotel ha affidato lo sviluppo e la guida del progetto a Bruno Massa, un passato come direttore generale di Daks London e, prima ancora, in veste di brand e general manager di griffe del calibro di Valentino e Krizia. “Questa idea è nata cercando la risposta a una domanda che riaffiora sempre più spesso, ovvero come possiamo definire e identificare il concetto di luxury? - spiega Massa -. Amo pensare che debba essere considerato un’esperienza globale. Coniugando l’eccellenza e la qualità dei materiali, la maestria della manifattura a tutti quegli elementi intangibili che creano l’atmosfera e la storia, si origina uno stato mentale, una situazione psicologica di comfort assoluto che significa luxury”.
In quest’ottica, i marchi che lo possono proporre sono quelli che hanno una storia vera da raccontare come Villa d’Este, residenza del ‘500, che per secoli ha visto passare tanta storia, costume e cultura tra i suoi saloni. “Nei prodotti del nuovo brand vogliamo riuscire a trasfondere questi valori - dichiara Bruno Massa -. Villa d’Este ha una notorietà molto importante in tutti i mercati del mondo dal Nord America - dove è considerata un’icona di eleganza e ospitalità - al Giappone alla Russia, oltre a Italia ed Europa. Partendo da questi concetti, abbiamo ricercato piccole-medie aziende con cui intraprendere rapporti di licensing”.
I nomi sono ancora top secret, ma si sa che saranno tutte realtà italiane a eccezione di un partner francese cui sarà affidata la produzione di porcellane d’alto livello, che nella scuola di Limoges trova la sua eccellenza. Tra le altre, anche la Iltex di Como specializzata nella produzione di accessori di seta e cashmere, piccola società che, con dinamismo e innovazione, ha saputo superare la crisi che ha invece investito molti gruppi e seterie storiche. Il primo target di visibilità per il brand Villa d’Este saranno i più importanti department e concept store nel mondo. Il lancio interesserà accessori e complementi per la casa, compresi piatti e stoviglie. Poi sarà la volta di una capsule di abbigliamento e accessori legati al comfort e al viaggio. A seguire, alcuni prodotti per la persona e il wellness in attesa di poter estendere, con il tempo, le varie categorie.
“Le proposte saranno ovviamente di altissima qualità, coerenti con l’immagine di eleganza dell’hotel - anticipa Massa -. Non opteremo per il design sfrenato, ma per un modernissimo classico d’eccellenza”. Le creazioni verranno presentate a partire dal primo semestre del 2009 durante momenti topici per ogni singolo settore: ad aprile nel corso del Salone del Mobile, a gennaio, febbraio e luglio in occasione delle settimane dedicate al fashion. La parte creativa non è stata affidata alla visione di un unico stilista ma a un team di professionisti.
L’obiettivo di Villa d’Este è di raccogliere, nel primo anno, a livello wholesale tra gli 8 e i 10 milioni di euro, valore di start up. Il business a regime potrebbe pesare sul fatturato globale dal 20 al 30%.
e.b.
stats