Lejaby: senza il sostegno statale, slittano i tempi per il recupero

Conclusa la campagna elettorale e finita l'era Sarkozy, che aveva pubblicamente preso posizione a favore di Lejaby, il nuovo proprietario dell'azienda di lingerie francese, Alain Prost, ha dichiarato che senza il supporto statale il recupero della società sarà più lento del previsto. Fissato per il 2014 il ritorno all'utile.
In un'intervista a Le Monde, l'ex ceo di La Perla - che il 18 gennaio scorso è stato scelto dal Tribunale del commercio di Lione, insieme al player tunisino Isalys e a Christian Bugnon, per rilevare Lejaby (vedi fashionmagazine.it del 19 gennaio) - lamenta il fatto di essere stato confinato dai politici nel "dimenticatoio" e di non aver ricevuto nessun sostegno da parte dello Stato. I riflettori, poi, si sono accesi solo sui 93 dipendenti rimasti senza lavoro dopo la chiusura dello stabilimento di Yssingeaux, nell'Alta Loira, poi ricollocati grazie all'intervento di un fornitore di Lvmh (vedi fashionmagazine.it del 2 febbraio), in quanto diventati caso nazionale ed emblema della deindustrializzazione francese.
Per il salvataggio di Lejaby sono stati messi sul tavolo da Prost e dai suoi partner 7 milioni di euro: "i risparmi di 25 anni", ha sottolineato il manager. Che ora è comunque al lavoro per la riassetto dell'azienda, ribattezzata Maison Lejaby e strutturata per creare quattro linee distinte, di cui una di alta gamma, l'unica realizzata totalmente in Francia da una dozzina di sarte specializzate e denominata Maison Lejaby Couture.
In questa situazione, ha sottolineato al giornale francese Alain Prost, il recupero sarà più lento del previsto, con il 2013 fissato come obiettivo temporale per il pareggio di bilancio e il 2014 per il ritorno all'utile. "Del resto - ha puntualizzato - la condizione finanziaria di partenza era catastrofica e i debiti sono stati sottovalutati: nel 2012 ci aspettavamo di perdere 0,6-0,8 milioni di euro, invece si supereranno i 2 milioni".
a.t.
stats