Lejaby: un fornitore di Lvmh dietro il salvataggio dello stabilimento nell'Alta Loira

Dopo la presa di posizione pubblica del presidente francese Nicolas Sarkozy nei giorni scorsi, i 93 operai di Lejaby impiegati nella fabbrica di Yssingeaux, nell'Alta Loira, continueranno ad avere un lavoro. Per acquisire lo stabilimento a rischio di chiusura si è infatti fatta avanti Sofama, azienda di pelletteria già fornitrice del colosso Lvmh.
Ad annunciarlo è stato ieri il ministro dell'Istruzione Superiore e della Ricerca Laurent Wauquiez, che ha definito il "cavaliere bianco" Vincent Rebérin - l'imprenditore ai vertici della società di Espinasse-Vozelle (nella regione dell'Alvernia) - come "uno di noi". Del resto, dietro l'operazione sembra esserci la longa manus di Bernard Arnault - patron del gruppo francese Lvmh e vicino a Sarkozy - che si è detto "orgoglioso di contribuire alla battaglia per l'occupazione in Francia".
Secondo quanto si legge sulla stampa locale online, il gigante del lusso avrebbe già stipulato con Sofama un accordo pluriennale di fornitura per prodotti che saranno realizzati nel sito di Yssingeaux. A questo fine, sembra anche che ai dipendenti dell'impianto nell'Haute-Loire, quasi tutte donne con un'età media di 50 anni, aspetti un periodo di "formazione" presso Lvmh, per essere pronte a soddisfare gli alti standard qualitativi richiesti dal diverso tipo di produzione.
Ricordiamo che l'azienda di lingerie Lejaby, in amministrazione controllata dalla fine dell'anno scorso, è stata rilevata da una cordata guidata da Alain Prost, ex ceo di La Perla (vedi fashionmagazine.it del 19 gennaio), che insieme al player tunisino Isalys e a Christian Bugnon (figlio di un ex ceo di Lejaby) si è impegnato a mantenere 195 dei 450 dipendenti, con la previsione appunto di chiudere la fabbrica di Yssingeaux e di aprirne prossimamente una nuova a Lione.
a.t.
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