L'estero frena la corsa di Foot Locker

Foot Locker, il retailer statunitense di scarpe sportive, ha reso noto di aver subito un calo dei profitti nell’esercizio appena concluso: a compromettere i suoi risultati è stato il business estero, che continua a perdere terreno.
La società con sede a New York ha annunciato che il profitto netto per l’anno conclusosi il 28 gennaio ha subito un decremento del 9,9%, toccando quota 264 milioni di dollari, precisando che l’utile relativo alle attività ordinarie è aumentato dell’1,8%, arrivando a 263 milioni di dollari.
Le vendite dell’intero anno hanno messo a segno un progresso del 5,6% (+2,7% a periodi confrontabili), per un totale di 5,6 miliardi di dollari. “I nostri risultati finanziari del 2005 riflettono ricavi di segno positivo, con un utile che guadagna posizioni grazie al business in Nord America, parzialmente penalizzato dall’andamento negativo nei mercati internazionali”, ha detto Matthew Serra, ceo del gruppo.
Nel quarto trimestre, le vendite di Foot Locker sono aumentate dell’1,9% (+3,9% a pari perimetro di consolidamento), totalizzando 1,5 miliardi di dollari. Il risultato netto ha fatto un balzo in avanti del 7%, raggiungendo i 96 milioni di dollari.
Per il 2006 la strategia di crescita prevede un investimento di 190 milioni di dollari: tra i progetti figurano l’apertura di 175 store, il restyling di 350 negozi e la chiusura di 110 spazi. Stando ai dati della fine di gennaio, il gruppo ha all’attivo 3.921 store in Nord America, Europa e Australia.
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