Levi Strauss alla conquista della middle class cinese con un nuovo brand

Levi Strauss scommette sulle potenzialità del mercato cinese con il lancio di una linea ad hoc. La nuova nata, che sarà presentata la prossima estate, avrà un nome inglese che rimanderà all’heritage dell’etichetta Levi’s, ma si rivolgerà a un target inferiore con prezzi oscillanti dai 40 ai 60 dollari per i jeans.
L’intento è di andare incontro alle esigenze della classe media emergente di giovani (un pubblico evoluto dai 18 ai 28 anni) che chiede un jeanswear di qualità ma a prezzi più popolari. Un target molto interessante, in un Paese in cui il tenore di vita è in costante aumento. L’obiettivo è arrivare a distribuire la nuova nata in 1.000 punti vendita entro il 2015 rispetto ai 20 iniziali di questo anno, come ha raccontato nell’articolo odierno pubblicato su wwd.com Tod Gimbel, senior director degli affari corporate di Levi Strauss Asia-Pacific division.
La scommessa è raggiungere un giusto equilibrio fra canali in franchising e di proprietà, con negozi che occuperanno di media una superficie di 1.000 metri quadri, prosegue l’articolo. A questi si aggiungeranno gli shop-in-shop all’interno dei department store. Si comincia con l’est della Cina, in metropoli di rilievo quali Shanghai e in seguito si arriverà a coprire l’intero territorio per poi espandersi in altri mercati asiatici. Vice presidente del nuovo brand è Sunny Young, un veterano di Levi Strauss, che si occupa di seguirne lo sviluppo, le vendite e il marketing dagli uffici di Shanghai. Il design sarà curato dagli uffici di Hong Kong e San Francisco.
A oggi, in Cina mainland, sono 620 le insegne Levi’s. Nel primo trimestre del fiscal year 2010, l’etichetta ha raggiunto i 184 milioni di dollari di fatturato nell’area Asia-Pacific, con una crescita de 2% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (ma con un calo a valuta costante dovuto al rallentamento del business in Giappone). In generale, l’inizio d’anno è stato positivo per il business del colosso del jeanswear americano, con un primo trimestre chiuso in progresso del 17% sull'analogo periodo del 2009 (vedi notizia su fashionmagazine.it del 14 aprile).
c.me.
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