Levi Strauss sale dell'1%, ma il mercato europeo resta debole

Dopo otto anni di andamento negativo, Levi Strauss archivia il 2005 con una lieve crescita del fatturato (+1%), nonostante resti il segno meno nel bilancio della divisione europea, che ha registrato un calo del 5,9% rispetto a un anno prima.
L’aumento delle vendite (passate in un anno da 4,07 a 4,13 miliardi di dollari) è da attribuire soprattutto ai buoni risultati ottenuti nella regione Asia Pacifico, sul mercato messicano e dal brand Levi Strauss Signature, distribuito negli Usa.
Positivo l’andamento degli utili netti che (spinti in particolare da un progresso del 63% dell’utile operativo) hanno raggiunto i 156 milioni di dollari, contro i 30 milioni del 2004 e una perdita netta, nel 2003, di 349 milioni.
A frenare dunque la crescita di Levi’s sono i risultati negativi sulla piazza europea, che ha chiuso l’anno con un giro d’affari di 981 milioni di dollari, contro i 1.042 raggiunti nel 2004. La ragione del calo è da attribuire, secondo la società, soprattutto alla debole domanda dei consumatori europei e alla riduzione delle vendite del marchio Levi’s, che rappresenta il 90% del business di Levi Strauss nel Vecchio Continente.
g.m.
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