Levi’s in rosso nel secondo quarter

Nei tre mesi chiusi lo scorso 31 maggio, Levi Strauss & Co. ha riportato ricavi per 905 milioni di dollari (-3,3% rispetto all’analogo periodo del 2008) e una perdita netta di 4,1 milioni. A condizionare i risultati, le difficoltà globali dell’economia e l’impatto sfavorevole dei tassi di cambio.
A valute costanti, il secondo trimestre dell’anno evidenzierebbe un giro d’affari in salita del 5%. L'utile operativo è avanzato a 56 milioni di dollari (dai precedenti 52), riflettendo principalmente un contenimento nelle spese SG&A (selling, general and administrative). A livello distributivo, la società di San Francisco specializzata nel denimwear ha registrato un turnover in progresso nelle Americhe (+8% a 518 milioni), in flessione del 13% nell’area Asia-Pacifico, a 166 milioni, mentre Europa, Middle East e Africa hanno generato un fatturato complessivo di 221 milioni, arretrando del 17%. La prima metà del fiscal year si è così conclusa con ricavi di 1,85 miliardi di dollari (-8,1%) e un utile più che dimezzato a 43,9 milioni (da 97,8 milioni).
In un momento delicato come questo è necessario “gestire l’attività con disciplina e rigore - ha spiegato John Anderson, presidente e ceo di Levi Strauss & Co. -. Abbiamo un robusto cash flow e le nostre disponibilità liquide supporteranno il gruppo e gli investimenti nelle iniziative strategiche. In questa fase difficile, continuiamo a concentrarci sul rafforzamento del business aziendale, in modo da poter beneficiare della nostra posizione una volta che l’economia migliorerà”.
d.p.
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