Levi’s: lo store di Roma inaugura da oggi il nuovo concetto retail a livello mondiale

Si apre questa sera a Roma, in via del Corso, il nuovo flagship store Levi’s, uno spazio di 600 metri quadri che inaugura l’inedito concept retail dell’etichetta americana a livello mondiale. Investire sulla distribuzione è al momento attuale fra le priorità del colosso del jeanswear.
Il concept rimanda alle radici del marchio americano, recuperandone i tre materiali-chiave: denim, metallo e pelle. Gli scaffali modulari e le appenderie sono fatti in modo che il prodotto sia sempre in primo piano e, soprattutto, che l'offerta sia chiaramente segmentata, in modo da garantire un orientamento immediato a chi entra in negozio.
Questa mattina, presso l’Associazione Stampa Estera in Italia a Roma, c’erano i vertici nazionali e internazionali di Levi Strauss: Armin Broger, presidente Levi Strauss & Co. Europe, Middle East and Africa, John Anderson, president and ceo di Levi Strauss & Co., Marco Gaiani, general manager di Levi Strauss Italia. Quest’ultimo ha sottolineato l’importanza dell’apertura. “Rappresenta un passo importante, perché si tratta di un investimento significativo nella Penisola in un momento di crisi e perché va di pari passo con l’acquisizione dell’italiana Dc Company, licenziataria delle calzature (vedi notizia su fashionmagazine.it del 21 luglio scorso), esprimendo la vitalità del nostro Paese in questo momento”.
A oggi, Levi’s conta 60 store in Italia, di cui solo due diretti, quello di Milano in corso Buenos Aires e quello di Roma, che si apre questa sera alla presenza di Riccardo Scamarcio e di altre celebrity, situato in un building storico progettato dall’architetto Morpurgo negli anni Trenta. Un evento festeggiato con il lancio di una limited edition del modello 501 in versione coloured, realizzata ad hoc per il punto vendita dalla Martelli, azienda di spicco a livello internazionale nel settore dei lavaggi e delle tinture. Ai flagship di Milano e Roma dovrebbero aggiungersi in un paio di anni Firenze, Torino e un centro del Nord Est. Come spiega Gaiani, “l’obiettivo è sviluppare in futuro sia il canale del franchising sia il retail diretto. Il primo consente di costruire fatturati e margini importanti per noi e per i nostri partner e il secondo permette di entrare nei centri delle città di maggior rilievo con investimenti che per un partner sarebbero troppo onerosi”. Si punta a sfiorare un totale di 90/100 insegne nell’arco di tre/cinque anni (fra dirette e affiliate). Resta valida l’importanza del canale wholesale, un “esercito” di 1.400 negozi che continueranno ad avere un’importanza chiave per l’azienda.
Partita lo scorso anno con l’inaugurazione dello store di Berlino, la strategia retail di Levi’s prevede a livello europeo due importanti step nell’arco di un paio di anni, l’allargamento e il restyling dello store di Regent Street a Londra e un ripensamento della boutique alle Halles di Parigi. Nei tre mesi chiusi lo scorso 31 maggio, Levi Strauss & Co. ha riportato ricavi per 905 milioni di dollari (-3,3% rispetto all’analogo periodo del 2008) e una perdita netta di 4,1 milioni (vedi fashionmagazine.it del 15 luglio scorso).
c.me.
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