Levi's rallenta nel secondo trimestre

"Ci aspettavamo che il secondo trimestre sarebbe stato duro e non ci sbagliavamo": questo il commento di John Anderson, presidente e ceo di Levi Strauss & Co., di fronte a dati sicuramente non brillanti. Nel periodo considerato, chiuso il 25 maggio scorso, i ricavi netti si sono attestati a quota 936 milioni di dollari, contro gli 1,02 miliardi di un anno fa (-8%).
L'utile netto è sceso da 46 milioni di dollari a un milione (-98%), mentre l'utile operativo si è più che dimezzato da 118 a 52 milioni di dollari. Il colpo più duro è stato inferto dal continente americano, dove i ricavi netti sono passati da 591 a 477 milioni di dollari (-19% a valori attuali e -20% a cambi costanti) mentre decisamente meglio è andata in Europa, dove si è verificata un'avanzata del 10%, pari a 268 milioni di euro, che però si tramuta in un -4% a cambi costanti. Quanto alla regione Asia-Pacifico, è stata oltrepassata la soglia dei 190 milioni di dollari (erano 181 milioni nel secondo trimestre del 2007), mettendo a segno un +6% o un -1% a cambi costanti.
A pesare sui conti è stato anche un aumento delle spese generali, amministrative e legate all'organizzazione delle vendite, salite da 345 a 385 milioni di dollari. "Ci aspettiamo che il resto dell'anno sia altrettanto impegnativo", ha sottolineato John Anderson, soffermandosi non solo sul perdurare dell'impasse economica in molti Paesi, ma anche su cambiamenti in atto nelle strategie aziendali, i cui effetti si sono fatti già sentire. "Tuttavia, confido nel fatto che i nostri brand sono forti - ha concluso - e che continuiamo a espanderci nei mercati emergenti, con un buon riscontro da parte del nostro network distributivo".
a.b.
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