L’export di orologi svizzeri sale del 32,8% a marzo

Un buon inizio di 2010 per l’industria elvetica dei segnatempo. Secondo i dati diffusi dalla Fédération de l’Industrie Horlogère Suisse (Fh), nel periodo gennaio-marzo il comparto ha totalizzato esportazioni per 3,37 miliardi di franchi svizzeri (circa 2,35 miliardi di euro), in progresso del 16,6%. +32,8% la crescita di marzo.
Nello specifico dello scorso mese, il valore dell’export si è attestato a 1,2 miliardi di franchi (837 milioni di euro), con un netto incremento (+67,7%) di Hong Kong, mercato di riferimento dei prodotti della Confederazione. Seguono Usa (+56%), Cina (+89,8%) e Italia (+3,2%); in controtendenza la Francia (-4,2%). Le vendite di orologi con prezzi al di sopra dei 500 franchi, inoltre, hanno segnato un’avanzata di oltre il 40%.
Analizzando i risultati complessivi dei primi tre mesi dell’anno, si conferma il dinamismo di Hong Kong (+33,8%), degli States (+6,7%) e della Repubblica Popolare (+78,9%). Battuta d’arresto, invece, per le esportazioni verso il nostro Paese (-5,7%) e la Francia (-6,3%). Dai dati trimestrali si evince, dunque, che “il recupero è chiaramente confermato, con il primo quarter che mostra un aumento del 16,6% (sull’analogo periodo del 2009, ndr) e un ritorno ai livelli raggiunti nel 2007”, come spiega un comunicato della Fédération de l’Industrie Horlogère Suisse. Nei giorni scorsi (vedi fashionmagazine.it del 16 aprile), al convegno della Fondazione Altagamma svoltosi a Milano, è emerso che fra i vari comparti che traineranno la crescita del lusso nel 2010, gioielleria e orologeria si distingueranno per i tassi di incremento più elevati (la stima complessiva parla di un +7,5% sul 2009), grazie soprattutto al contributo dei segnatempo.
d.p.
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