Liberalizzare i saldi: un’ipotesi possibile?

Ieri la disponibilità espressa dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ad affrontare il tema della liberalizzazione dei saldi ha portato in primo piano un argomento scottante soprattutto per il settore moda. Perplessità sull’avvio dei ribassi il 2 gennaio in Lombardia.
Senza dubbio la crisi delle vendite dell’ultimo anno ha indotto diverse aziende e retailer a monetizzare, scontando la merce parecchio tempo prima dei due periodi all’anno, stabiliti per legge.
Per questo motivo, molto probabilmente, il leader di categoria ha manifestato la possibilità di “ragionare su un’eventuale liberalizzazione delle vendite straordinarie”.
In merito, Renato Borghi (vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia) ha detto di essere disponibile a un confronto su questo tema, anche se ha posto dei distinguo, tra le liquidazioni che vanno fatte quando si vuole svuotare un negozio, le vendite promozionali che hanno una natura episodica e i saldi veri e propri, utili per smaltire le rimanenze di stagione.
Borghi ha preso anche atto di quanto deciso dalla Regione Lombardia di voler confermare la data dell’inizio dei saldi invernali per il 2 gennaio, con la conclusione fissata per il 3 marzo.
Se è vero infatti che di norma i ribassi ufficiali in questa regione partono il primo weekend del nuovo anno, per il 2010 la data cade a ridosso del Capodanno, senza dare tregua ai dettaglianti: “Più che vendite di fine, sono di inizio stagione - ha commentato Borghi -. Posticipare l’inizio a martedì 5, come da noi richiesto, avrebbe permesso a dettaglianti e ai loro collaboratori un minimo di sosta dopo il periodo dello shopping natalizio”.
e.c.
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