L'industria tessile cinese chiede aiuti urgenti al Governo

L’industria tessile cinese è oramai soffocata dalla rapida rivalutazione dello yuan e dall’aumento degli oneri di produzione, dovuti ai maggiori costi di manodopera e materie prime. È questo il quadro che emerge dall’ultima China Textile Industry's Top 500 Conference, un importante congresso che ha riunito a Shanghai le 500 principali aziende tessili del Paese.
L'intero comparto del tessile-abbigliamento "Made in China" (uno dei settori trainanti dell’export cinese) vive dunque una profonda crisi e chiede con sempre più forza un immediato intervento del Governo per sostenere il settore attraverso sgravi fiscali e provvedimenti per rallentare la rivalutazione dello yuan. La moneta cinese, infatti, nei primi sette mesi dell’anno si è già rivalutata di ben sette punti percentuali rispetto al dollaro e ulteriori apprezzamenti sono previsti nei prossimi mesi.
“La situazione per le realtà tessili cinesi sta diventando insostenibile - ha commentato Du Yuzhou, presidente della China Chamber of Commerce for Import and Export of Textiles, nel corso del suo intervento al congresso -. La maggior parte delle imprese del comparto hanno visto annullati i propri profitti e prevedono di chiudere l’anno in pareggio o in perdita. Molte, poi, non arriveranno nemmeno alla fine dell’anno, se lo Stato non interverrà subito”.
Anche il ministro del Commercio Cinese si è schierato al fianco degli industriali e ha chiesto la reintroduzione di misure per salvare l’industria tessile locale, per esempio l’innalzamento dei rimborsi sull’Iva per la merce esportata.
Intanto i produttori riuniti a Shanghai hanno fatto il punto della situazione e discusso nuove strategie per superare la crisi. Due, in particolare, i fattori individuati per il rilancio: elevare la qualità dell’offerta (per quanto concerne non solo la qualità del prodotto, ma anche l’immagine) e rivolgersi al mercato interno che, almeno per ora, continua a registrare buoni tassi di crescita. In attesa, però, che tali idee possano essere messe in atto, si aspettano nuovi incentivi da parte del Governo, che (si vocifera) potrebbero arrivare già nei prossimi mesi.
c.r.
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